Genesi di un blocco atlantico



  • La situazione a livello sinottico è sempre caratterizzata da un pattern abbastanza disturbato, con un “ramo” del vortice polare a coinvolgere gran parte degli Stati europei. Il Vecchio Continente tra l'altro è diviso in due con una situazione relativamente più stabile ma fredda a nord ed una più instabile a sud, specie sul comparto meridionale e mediterraneo, zona dove poi tra l'altro transita la Storm track. Ma vediamo cosa è successo negli ultimi periodI. Un deciso e significativo stratwarming ha interessato la zona compresa tra la Siberia nord orientale e l'Alaska con questo che ha portato delle ripercussioni in sede troposferica. Le pulsazioni dinamiche hanno determinato una specie di deformazione del vortice polare stratosferico; il fronte artico ha avuto modo di giungere a latitudini insolite a più riprese, spingendosi sin verso il centro Europa. Questo ha comportato temperature sotto le medie del periodo su molte aree dell'Europa ma in particolare tra Scandinavia, Russia, Polonia, Germania e in parte anche la nostra Penisola dove si sono verificate nel periodo natalizio temperature inusuali. La tipica spinta del getto atlantico in una fase di ENSO+ si è poi ritrovato ad agire a latitudini ben più basse mantenendo vivo un flusso di correnti occidentali molto intenso. Ma dopo una temporanea fase più mite atlantica ecco il riproporsi di nuove incursioni gelide. Gli effetti del riscaldamento in stratosfera tendono a rimanere inalterate tanto che la AO (Arctic Oscillation)con difficoltà riesce ad alzare la china più di tanto. La presenza dell'alta pressione sul polo fa si che il Vortice polare delle correnti occidentali, non riesca a ricompattarsi. Le elaborazioni numeriche iniziano poi a risentire del crollo della AO mostrando degli scenari prossimi futuri che ricordano gli eventi come il 1985 o il 1991. La NAO invece dopo la forte negatività di fine dicembre tende ad addolcirsi un pochino “favorendo”così una chiusura dell'atlantico e genesi di blocchi atlantici-scandinavi; il tutto coadiuvato da depressioni mediterranee. A partire dal 5-6 gennaio infatti il vortice sul medio Atlantico tenderà a smorzarsi lasciando la strada libera a robusti promontori anticiclonici; nel contempo l'anticiclone russo-siberiano avanzerà da Est costituendo un vasto blocco orientale. In questo contesto l'Europa si troverà esposta ad intense irruzioni d'aria polare il cui apice è atteso tra il 7 e il 12 Gennaio. Gran parte dell'Europa centro settentrionale rimarrà così avvolta da temperature al disotto delle medie del periodo per un altra decina di giorni. Anzi, il gelido vento da nord si porterà più a sud delle Alpi tanto da coinvolgere la Penisola Iberica, l'Italia e anche l'Africa nord occidentale. La conseguenza diretta sarà un ulteriore abbassamento dei valori termici sotto le medie su Germania, Regno Unito, Francia e Iberia. Città insolitamente miti come Parigi, Madrid e Londra potranno assistere a temperature di tutto rispetto con gelate diffuse di notte e temperature giornaliere piuttosto fredde. Anche la nostra Penisola subirà in pieno questa offensiva artica, stavolta senza distinzioni di tipo latitudinale.


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