Ecco il perchè dell'anticiclone libico



  • L'anticiclone afro mediterraneo, una vera e propria “piaga” meteorologica nazionale, sopratutto nel periodo estivo quando determina temperature molto calde e a volte insopportabili, specie quando si associano valori alti di umidità. Negli ultimi 30 anni, il loro 'ruggito' è divenuta una delle caratteristiche del tempo sul Mediterraneo. La particolarità è rappresentata non sono dalla sua ricorrenza ma anche dal fatto che a volte possono determinare temperature 'estreme'. Ma questi eventi sono stati osservati anche nel semestre invernale associati a siccità, mancanza di precipitazioni sia delle piogge che delle nevi. Gli anticicloni africani, stanno divenendo una caratteristica molto familiare sul bacino del Mediterraneo. La loro posizione dipende infatti dal gradiente di temperatura nello strato medio-alto troposferico (tra 3000 e 9000 metri circa). Quando questa differenza aumenta, come accade ad esempio nei mesi invernali, gli anticicloni migrano verso sud e viceversa. Ma il risaldamento dello strato atmosferico è imputabile ad effetti antropici? Una bella domanda…Questi blocchi possono essere il risultato di forzature sia termiche che orografiche; così come lo spostamento verso nord dell'anticiclone può essere conseguenza di una ridotta instabilità baroclina. Si dimostra inoltre anche che quando il monsone è più forte, una maggiore sua penetrazione nel continente produrrebbe uno spostamento verso nord dell’anticiclone Libico che arriverebbe a invadere il Mediterraneo occidentale ove determinerebbe condizioni di stabilità e temperature elevate. Negli anni in cui il monsone si è mostrato particolarmente intenso, si è osservato infatti sul Mediterraneo un aumento della temperatura ed un aumento del geopotenziale. Si è infatti dimostrato che la risposta dell'atmosfera al riscaldamento che avviene nelle regioni del monsone determina un aumento dei moti verticali discendenti sul Mediterraneo orientale. Viene inoltre spiegato che la catena montuosa dell'Atlante e dell'Ahaggar svolgerebbero un ruolo importante nella localizzazione dei moti di subsidenza sul settore orientale del Mediterraneo con conseguente apporto energetico a queste possenti baluardi. La trasformazione di energia potenziale in quella cinetica, in un certo senso esaltata dagli effetti orografici, sarebbe alla base del mantenimento di queste configurazioni anche per un lungo periodo. Con le ovvie conseguenze...



  • Interessantissimo! :shock:



  • Senza dubbio il 2009 è stato uno degli anni in cui l'area del mediterraneo (in particolare l'italia e la spagna/portogallo ma anche il versante balcanico) ha affrontato più a lungo e più intensamente l'HP afromed; potrei facilmente sbagliarmi, ma mi sembra di ricordare che tuttavia il monsone 2009 non sia stato affatto di particolare intensità, anzi: mi sembra di ricordare che sia arrivato in ritardo e con apporto di precipitazioni molto modesto nel subcontinete indiano (si parla in india di un anno super siccitoso con perdita di un terzo dei raccolti): Questo non è il contrario di quanto ho appena letto qui sopra?



  • vera piaga "nazionale"!!! finalmente si chiamano gli eventi meteorologici col loro vero aggettivo altro che i deliranti pseudo servizi giornlistici dei soliti quattro c.. che se la ridono se a novembre fa un caldo boia!!! :evil:



  • @paolo:

    vera piaga "nazionale"!!! finalmente si chiamano gli eventi meteorologici col loro vero aggettivo altro che i deliranti pseudo servizi giornlistici dei soliti quattro c.. che se la ridono se a novembre fa un caldo boia!!! :evil:

    su qsto hai pienamente ragione!!!



  • @stevengal:

    Senza dubbio il 2009 è stato uno degli anni in cui l'area del mediterraneo (in particolare l'italia e la spagna/portogallo ma anche il versante balcanico) ha affrontato più a lungo e più intensamente l'HP afromed; potrei facilmente sbagliarmi, ma mi sembra di ricordare che tuttavia il monsone 2009 non sia stato affatto di particolare intensità, anzi: mi sembra di ricordare che sia arrivato in ritardo e con apporto di precipitazioni molto modesto nel subcontinete indiano (si parla in india di un anno super siccitoso con perdita di un terzo dei raccolti): Questo non è il contrario di quanto ho appena letto qui sopra?

    ciao
    certo…ovviamente non è detto che il Monsone forte necessariamente comporti alte pressioni sempre...Tuttavia ci sta una correlazione tra l'input in un area equatoriale e la spinta più a nord dell'anticiclone. Numerose ricerche ne parlano (vedi Hoskins, Rodwell...Baldi et al) anche se la cosa non è del tutto...lineare. Nell'articoletto che ho posto si parla di possibili cause fisiche (monsone? instabiità del sistema a larga scala ridotta?) che potrebbero dare manforte ad una avanzata sempre più frequente dell'anticiclone Libico. Il compianto Michele Conte e l'amico Michele Colacino sono stati tra i primi a proporre che una diminuzione del gradiente di temperatura comporta un avanzata della fascia anticiclonica più a nord. Ma questo è imputabile ad un effetto antropico? Bò...Si suppone!!! Ora, queste configurazioni, come tu sai, sono definite di blocco, in termini tecnici significa che Il movimento zonale delle onde corte viene effettivamente alterato tanto che l’avvezione di vorticità, il principale meccanismo per cui i sistemi sinottici si muovono, perde di importanza :D . Quali sono i meccanismi di formazione di queste strutture? Molte le spiegazioni. Ti voglio ricordare le interazioni non lineari di onde viaggianti e onde forzate orograficamente, la dispersione di onde di Rossby, le amplificazioni di onde planetarie attraverso effetti di risonanza orografica o termic, l' interferenza costruttiva tra onde planetarie stazionarie, instabilità di un flusso tridimensionale, il trasporto di vorticità non zonale in una regione interessata da un splitting del jet stream :? . In genere queste strutture, in determinate condizioni del vento medio zonale possono andare in...risonanza (pensare all'oscillatore armonico forzato) per cui basta che la frequenza di risnonanza del vento sia vicina a quella di risnonanza del sistema per fare in modo non solo che vi sia una amplificazione dell'onda in maniera molto forte ma anche che vi sia un bloccaggio, quindi una persistenza di queste configurazioni. Secondo Benzi, quando le westerlies sono risonanti o super risonanti, la risposta delle onde lunghe alle medie latitudini causa forcing orografico può essere descritta bene in termini di onde di Rossby :shock: . Tra le teorie che approvo vi è quella di Tung e Lindzen che spiegano come i blocchi risonanti sono il risultato di forzature orografiche e termiche ma anche quella di Tsou e Smith che mostra una interazione tra onde sinottiche e planetarie con la genesi di un vortice depressionario precursore per lo sviluppo del blocco. Ma una volta che si innescano chi li mantiene? Chi da energia a queste strutture? In genere queste strutture sono il risultato dell'instabilità baroclina o barotropica da cui prelevano energia :mrgreen: . Una volta che l'anticiclone è formato, nella sua fase matura, è l'instabilità barotropia a dare manforte alla loro persistenza. L’instabilità orografica proposta da Charney e De Vore, Tung e Lindzen, sembra avere un ruolo non trascurabile in ognuno di queste fasi.
    f ;)



  • cattivissimo questo anticiclone, speriamo in uno smantellamento a fine mese, Atlantico pensaci tu!!!!!



  • @Edoardo:

    cattivissimo questo anticiclone, speriamo in uno smantellamento a fine mese, Atlantico pensaci tu!!!!!

    si, veramente tosto…ma la spinta energitica sta per finire. Un pò di pazienza ;)



  • @fnucera3bmeteo:

    @stevengal:

    Senza dubbio il 2009 è stato uno degli anni in cui l'area del mediterraneo (in particolare l'italia e la spagna/portogallo ma anche il versante balcanico) ha affrontato più a lungo e più intensamente l'HP afromed; potrei facilmente sbagliarmi, ma mi sembra di ricordare che tuttavia il monsone 2009 non sia stato affatto di particolare intensità, anzi: mi sembra di ricordare che sia arrivato in ritardo e con apporto di precipitazioni molto modesto nel subcontinete indiano (si parla in india di un anno super siccitoso con perdita di un terzo dei raccolti): Questo non è il contrario di quanto ho appena letto qui sopra?

    ciao
    certo…ovviamente non è detto che il Monsone forte necessariamente comporti alte pressioni sempre...Tuttavia ci sta una correlazione tra l'input in un area equatoriale e la spinta più a nord dell'anticiclone. Numerose ricerche ne parlano (vedi Hoskins, Rodwell...Baldi et al) anche se la cosa non è del tutto...lineare. Nell'articoletto che ho posto si parla di possibili cause fisiche (monsone? instabiità del sistema a larga scala ridotta?) che potrebbero dare manforte ad una avanzata sempre più frequente dell'anticiclone Libico. Il compianto Michele Conte e l'amico Michele Colacino sono stati tra i primi a proporre che una diminuzione del gradiente di temperatura comporta un avanzata della fascia anticiclonica più a nord. Ma questo è imputabile ad un effetto antropico? Bò...Si suppone!!! Ora, queste configurazioni, come tu sai, sono definite di blocco, in termini tecnici significa che Il movimento zonale delle onde corte viene effettivamente alterato tanto che l’avvezione di vorticità, il principale meccanismo per cui i sistemi sinottici si muovono, perde di importanza :D . Quali sono i meccanismi di formazione di queste strutture? Molte le spiegazioni. Ti voglio ricordare le interazioni non lineari di onde viaggianti e onde forzate orograficamente, la dispersione di onde di Rossby, le amplificazioni di onde planetarie attraverso effetti di risonanza orografica o termic, l' interferenza costruttiva tra onde planetarie stazionarie, instabilità di un flusso tridimensionale, il trasporto di vorticità non zonale in una regione interessata da un splitting del jet stream :? . In genere queste strutture, in determinate condizioni del vento medio zonale possono andare in...risonanza (pensare all'oscillatore armonico forzato) per cui basta che la frequenza di risnonanza del vento sia vicina a quella di risnonanza del sistema per fare in modo non solo che vi sia una amplificazione dell'onda in maniera molto forte ma anche che vi sia un bloccaggio, quindi una persistenza di queste configurazioni. Secondo Benzi, quando le westerlies sono risonanti o super risonanti, la risposta delle onde lunghe alle medie latitudini causa forcing orografico può essere descritta bene in termini di onde di Rossby :shock: . Tra le teorie che approvo vi è quella di Tung e Lindzen che spiegano come i blocchi risonanti sono il risultato di forzature orografiche e termiche ma anche quella di Tsou e Smith che mostra una interazione tra onde sinottiche e planetarie con la genesi di un vortice depressionario precursore per lo sviluppo del blocco. Ma una volta che si innescano chi li mantiene? Chi da energia a queste strutture? In genere queste strutture sono il risultato dell'instabilità baroclina o barotropica da cui prelevano energia :mrgreen: . Una volta che l'anticiclone è formato, nella sua fase matura, è l'instabilità barotropia a dare manforte alla loro persistenza. L’instabilità orografica proposta da Charney e De Vore, Tung e Lindzen, sembra avere un ruolo non trascurabile in ognuno di queste fasi.
    f ;)

    GULP!!! :ugeek:

    Ho capito il 5% del discorso :(
    Adesso mi metto a studiare ;)



  • @stevengal:

    @fnucera3bmeteo:

    @stevengal:

    Senza dubbio il 2009 è stato uno degli anni in cui l'area del mediterraneo (in particolare l'italia e la spagna/portogallo ma anche il versante balcanico) ha affrontato più a lungo e più intensamente l'HP afromed; potrei facilmente sbagliarmi, ma mi sembra di ricordare che tuttavia il monsone 2009 non sia stato affatto di particolare intensità, anzi: mi sembra di ricordare che sia arrivato in ritardo e con apporto di precipitazioni molto modesto nel subcontinete indiano (si parla in india di un anno super siccitoso con perdita di un terzo dei raccolti): Questo non è il contrario di quanto ho appena letto qui sopra?

    ciao
    certo…ovviamente non è detto che il Monsone forte necessariamente comporti alte pressioni sempre...Tuttavia ci sta una correlazione tra l'input in un area equatoriale e la spinta più a nord dell'anticiclone. Numerose ricerche ne parlano (vedi Hoskins, Rodwell...Baldi et al) anche se la cosa non è del tutto...lineare. Nell'articoletto che ho posto si parla di possibili cause fisiche (monsone? instabiità del sistema a larga scala ridotta?) che potrebbero dare manforte ad una avanzata sempre più frequente dell'anticiclone Libico. Il compianto Michele Conte e l'amico Michele Colacino sono stati tra i primi a proporre che una diminuzione del gradiente di temperatura comporta un avanzata della fascia anticiclonica più a nord. Ma questo è imputabile ad un effetto antropico? Bò...Si suppone!!! Ora, queste configurazioni, come tu sai, sono definite di blocco, in termini tecnici significa che Il movimento zonale delle onde corte viene effettivamente alterato tanto che l’avvezione di vorticità, il principale meccanismo per cui i sistemi sinottici si muovono, perde di importanza :D . Quali sono i meccanismi di formazione di queste strutture? Molte le spiegazioni. Ti voglio ricordare le interazioni non lineari di onde viaggianti e onde forzate orograficamente, la dispersione di onde di Rossby, le amplificazioni di onde planetarie attraverso effetti di risonanza orografica o termic, l' interferenza costruttiva tra onde planetarie stazionarie, instabilità di un flusso tridimensionale, il trasporto di vorticità non zonale in una regione interessata da un splitting del jet stream :? . In genere queste strutture, in determinate condizioni del vento medio zonale possono andare in...risonanza (pensare all'oscillatore armonico forzato) per cui basta che la frequenza di risnonanza del vento sia vicina a quella di risnonanza del sistema per fare in modo non solo che vi sia una amplificazione dell'onda in maniera molto forte ma anche che vi sia un bloccaggio, quindi una persistenza di queste configurazioni. Secondo Benzi, quando le westerlies sono risonanti o super risonanti, la risposta delle onde lunghe alle medie latitudini causa forcing orografico può essere descritta bene in termini di onde di Rossby :shock: . Tra le teorie che approvo vi è quella di Tung e Lindzen che spiegano come i blocchi risonanti sono il risultato di forzature orografiche e termiche ma anche quella di Tsou e Smith che mostra una interazione tra onde sinottiche e planetarie con la genesi di un vortice depressionario precursore per lo sviluppo del blocco. Ma una volta che si innescano chi li mantiene? Chi da energia a queste strutture? In genere queste strutture sono il risultato dell'instabilità baroclina o barotropica da cui prelevano energia :mrgreen: . Una volta che l'anticiclone è formato, nella sua fase matura, è l'instabilità barotropia a dare manforte alla loro persistenza. L’instabilità orografica proposta da Charney e De Vore, Tung e Lindzen, sembra avere un ruolo non trascurabile in ognuno di queste fasi.
    f ;)

    GULP!!! :ugeek:

    Ho capito il 5% del discorso :(
    Adesso mi metto a studiare ;)

    :lol:



  • Francesco, secondo te in questo potenziamento super dell'anticiclone può aver giocato un certo ruolo anche la depressione d'Islanda? ora quanto mai attiva?



  • @Edoardo:

    Francesco, secondo te in questo potenziamento super dell'anticiclone può aver giocato un certo ruolo anche la depressione d'Islanda? ora quanto mai attiva?

    fisicamente no…descrittivamente può darsi. 8-)


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