Questa teoria sul riscaldamento globale: può funzionare?



  • https://daltonsminima.wordpress.com/2009/02/25/l’aumento-di-temperatura-porta-ad-un-aumento-della-co2/

    La presenza di notizie riguardanti l’aumento delle temperature globali, in seguito all’emissione da parte dell’uomo di CO2, il cosiddetto riscaldamento antropico, è divenuta oramai costante e insopportabile. Ambientalisti, politici e molti scienziati ci hanno convinto che l’aumento dell’anidride carbonica, emessa dalle attività umane, implica necessariamente un aumento delle temperature globali. E se questa idea non fosse vera? Se fosse il contrario? Potrebbe l’innalzamento della temperatura comportare l’aumento di CO2?
    Quando si parla di riscaldamento globale dovuto all’emissione di anidride carbonica, si dimentica spesso che quella dovuta alle attività umane è solo una parte di quella presente in atmosfera. Altri fattori entrano in gioco, fra questi in particolar modo gli oceani. Gli oceani della Terra contengono quantità enormi di CO2, fino al 78% di quella naturale, più di quanta ce ne sia nell’atmosfera. Essi possono rilasciarla come assorbirla in quanto è solubile in acqua. L’incremento di temperatura dell’acqua diminuisce la solubilità del biossido di carbonio, pertanto l’aumento della temperatura degli oceani sposta CO2 dal mare all’atmosfera, mentre una diminuzione fa avvenire il contrario. Come si può vedere nel grafico qui di seguito, uno spostamento 10 ºC di temperatura provoca circa il 30% di riduzione delle emissioni di CO2 disciolta.

    La variazione di temperatura degli oceani determina l’evoluzione atmosferica di CO2.

    Gli scienziati della base russa Vostok, nell’Antartide orientale, analizzando dei campioni di ghiaccio, sono riusciti a ricostruire la temperatura e la concentrazione di CO2 della Terra degli ultimi 420.000.

    Analizziamo i due grafici:

    Consideriamo la Terra 20.000 anni fa. Le temperature sono molto basse, circa 8 ºC al di sotto dei livelli attuali. Le basse temperature degli oceani determinano livelli altrettanto bassi di vapore acqueo in atmosfera, come di anidride carbonica la quale raggiunge livelli che sono la metà di quelli attuali. L’albedo della Terra è elevata a causa della presenza di una vasta copertura di ghiaccio in Europa e Nord America. Tutti questi fattori avrebbero portato ad una ulteriore diminuzione delle temperature terrestri, (facendo queste diminuire ulteriormente la concentrazione di CO2) fino a un’era glaciale permanente. Le temperature, invece, cominciano ad aumentare rapidamente, senza che la CO2 sia il motore di questo processo essendo, in realtà, diminuita.

    Consideriamo altri due periodi. La Terra 14.000 anni fa presenta concentrazioni di CO2 di circa 200 ppm (parti per milione) e temperature al di sotto dei 6 ºC in rapida crescita. Se osserviamo 30.000 anni fa, le temperature e i livelli di CO2 sono gli stessi del periodo 14.000 anni fa , ma c’è una trend di temperatura opposto. Si possono trovare nel grafico situazioni analoghe, basta fissare un valore di temperatura e di CO2 e trovare periodi in cui il trend di temperatura è positivo e altri in cui è negativo.

    Consideriamo ora 120.000 anni fa. Le temperature sono superiori a quelle attuali e i livelli di CO2 sono stati relativamente elevati a 290 ppm. L’H20 atmosferica è alta, e l’albedo terrestre è scarsa. Secondo gli scienziati attuali, la Terra avrebbe dovuto riscaldarsi rapidamente. Ma al contrario, subisce una rapida diminuzione delle temperature.

    Se la CO2 fosse la principale causa delle variazioni climatiche, allora il clima sarebbe instabile e dovremmo aspettarci o una Terra completamente ghiacciata o un pianeta come Venere.

    Appare strano come la Terra, a volte, si riscaldi rapidamente a 180 ppm di CO2, e altre volte si raffreddi a 280 ppm.

    Se provassimo a sovrapporre i due grafici in figura 2, come si vede in figura 3, troveremmo che la temperatura e la CO2, hanno lo stesso andamento, avvalorando l’ipotesi che è la seconda a seguire la prima e non viceversa.

    figura 3: Sovrapposizione temperatura (linea blu) e concentrazione CO2 (linea rossa)
    Da quest’analisi appare chiaro che l’anidride carbonica non è la causa principale che spiega i periodi glaciali ed interglaciali, sicuramente entrano in gioco altri fattori, che gli scienziati non hanno chiarito ancora del tutto.

    Le immagini stanno a quel link

    Qui dicono di aver dimostrato che è la co2 ad essere influenzata dall'aumento della temperatura. Se così fosse,allora perché questa aumenta anche se l'attività solare cala? Che ne dite?



  • @Ghiaccio96:

    https://daltonsminima.wordpress.com/2009/02/25/l’aumento-di-temperatura-porta-ad-un-aumento-della-co2/

    La presenza di notizie riguardanti l’aumento delle temperature globali, in seguito all’emissione da parte dell’uomo di CO2, il cosiddetto riscaldamento antropico, è divenuta oramai costante e insopportabile. Ambientalisti, politici e molti scienziati ci hanno convinto che l’aumento dell’anidride carbonica, emessa dalle attività umane, implica necessariamente un aumento delle temperature globali. E se questa idea non fosse vera? Se fosse il contrario? Potrebbe l’innalzamento della temperatura comportare l’aumento di CO2?
    Quando si parla di riscaldamento globale dovuto all’emissione di anidride carbonica, si dimentica spesso che quella dovuta alle attività umane è solo una parte di quella presente in atmosfera. Altri fattori entrano in gioco, fra questi in particolar modo gli oceani. Gli oceani della Terra contengono quantità enormi di CO2, fino al 78% di quella naturale, più di quanta ce ne sia nell’atmosfera. Essi possono rilasciarla come assorbirla in quanto è solubile in acqua. L’incremento di temperatura dell’acqua diminuisce la solubilità del biossido di carbonio, pertanto l’aumento della temperatura degli oceani sposta CO2 dal mare all’atmosfera, mentre una diminuzione fa avvenire il contrario. Come si può vedere nel grafico qui di seguito, uno spostamento 10 ºC di temperatura provoca circa il 30% di riduzione delle emissioni di CO2 disciolta.

    La variazione di temperatura degli oceani determina l’evoluzione atmosferica di CO2.

    Gli scienziati della base russa Vostok, nell’Antartide orientale, analizzando dei campioni di ghiaccio, sono riusciti a ricostruire la temperatura e la concentrazione di CO2 della Terra degli ultimi 420.000.

    Analizziamo i due grafici:

    Consideriamo la Terra 20.000 anni fa. Le temperature sono molto basse, circa 8 ºC al di sotto dei livelli attuali. Le basse temperature degli oceani determinano livelli altrettanto bassi di vapore acqueo in atmosfera, come di anidride carbonica la quale raggiunge livelli che sono la metà di quelli attuali. L’albedo della Terra è elevata a causa della presenza di una vasta copertura di ghiaccio in Europa e Nord America. Tutti questi fattori avrebbero portato ad una ulteriore diminuzione delle temperature terrestri, (facendo queste diminuire ulteriormente la concentrazione di CO2) fino a un’era glaciale permanente. Le temperature, invece, cominciano ad aumentare rapidamente, senza che la CO2 sia il motore di questo processo essendo, in realtà, diminuita.

    Consideriamo altri due periodi. La Terra 14.000 anni fa presenta concentrazioni di CO2 di circa 200 ppm (parti per milione) e temperature al di sotto dei 6 ºC in rapida crescita. Se osserviamo 30.000 anni fa, le temperature e i livelli di CO2 sono gli stessi del periodo 14.000 anni fa , ma c’è una trend di temperatura opposto. Si possono trovare nel grafico situazioni analoghe, basta fissare un valore di temperatura e di CO2 e trovare periodi in cui il trend di temperatura è positivo e altri in cui è negativo.

    Consideriamo ora 120.000 anni fa. Le temperature sono superiori a quelle attuali e i livelli di CO2 sono stati relativamente elevati a 290 ppm. L’H20 atmosferica è alta, e l’albedo terrestre è scarsa. Secondo gli scienziati attuali, la Terra avrebbe dovuto riscaldarsi rapidamente. Ma al contrario, subisce una rapida diminuzione delle temperature.

    Se la CO2 fosse la principale causa delle variazioni climatiche, allora il clima sarebbe instabile e dovremmo aspettarci o una Terra completamente ghiacciata o un pianeta come Venere.

    Appare strano come la Terra, a volte, si riscaldi rapidamente a 180 ppm di CO2, e altre volte si raffreddi a 280 ppm.

    Se provassimo a sovrapporre i due grafici in figura 2, come si vede in figura 3, troveremmo che la temperatura e la CO2, hanno lo stesso andamento, avvalorando l’ipotesi che è la seconda a seguire la prima e non viceversa.

    figura 3: Sovrapposizione temperatura (linea blu) e concentrazione CO2 (linea rossa)
    Da quest’analisi appare chiaro che l’anidride carbonica non è la causa principale che spiega i periodi glaciali ed interglaciali, sicuramente entrano in gioco altri fattori, che gli scienziati non hanno chiarito ancora del tutto.

    Le immagini stanno a quel link

    Qui dicono di aver dimostrato che è la co2 ad essere influenzata dall'aumento della temperatura. Se così fosse,allora perché questa aumenta anche se l'attività solare cala? Che ne dite?

    lascia stare quei link , o meglio certi "lidi", ben schierati; premetto: né x l'una , né x altra posizione di parte! Ok…?' da qui soltanto si puo' iniziare una disquisizione; guarda all'ultimo studio del ns ente , (CNR) e vedrai che ti convinci dell'esatto contrario. Non ha a dimostrazione grafici e lavoretti di fine disegno ma calcoli di fisica sull'irradiazione solare e trattenuta da effetto serra. Ben dimostrati. E' fisica questa. Non ha bisogno di grafici. Ti dice con matematica certezza che c'è meno restituxzione del calore ricevuto x maggior FILTRO DEI GAS IN ATMOSF. p.s. (in grassetto le cose fondamentali, non x gridare..) ciao



  • Ah, e se poi vedi nel forum, nel corso degli annali, dopo varie campagne mediatiche, son scomparsi quasi tutti i "gran sostenitori" di facili global cooling…(presenti da anni) perché non s'è avverato, capisci. E' rimandato a qualche migliaia d'anni piu' in la'. Buone vacanze.



  • Una teoria poco valida dunque. Grazie per la risposta :)


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