Climate impact: Il ruolo del vp e delle onde planet.



  • Quest'inverno ha avuto dei connotati che definir strani è quasi eufemistico. Si son avute zone dell'emisfero ben differenziate ma sotto il profilo puramente dynamic, va osservato che in molti casi erano , dette, situaz., sotto il "parallelismo" geografico piu' equo e quindi insolitamente han fatto registrare paradossi come quello USA, di questo Febbr., in cui s'hanno all'estremo delle 2 coast, situazioni , dall'aspetto piu' cruento invernale a quello siccitoso e quasi estivo dell'altra sponda, quella Pacifica. Diverse altre configurazione "Extreme" hanno accompagnato quest'inverno , piu' del solito, ovvero campi Barici in poche centinaia di miglia sotto gli aspetti piu' diversificati, di isoterme specialmente, segno molto evidente dell'attenzione cui sottoporrei quest'inverno, in grado di dare delle indicazioni di massima, per le analisi climatiche, pregevoli. Non tutto, sottolinerei, va' osservato e preso in esame , sotto l'aspetto termico. Piuttosto , nei vari change che si possono notare di quest'assetto climatico odierno, credo valga la pena invece porre l'accento sulle dinamiche del Vp e sui "dinamismi" delle onde ROOSBY. ll primo, il Vp ha subito quel che viene definito gergo,"appiattimento" e un amplificarsi di tutto il settore artico, da Bering a Vladivostok , da Vladiv. all'Alaska, secondo taluni studi ( IOP SCIENCE) & IMSRU ( INSTITUTE of MARINE SCIENCE and RESEARCH UNIVERSITY ) dovuti al minor effetto ALBEDO che s'è riscontrato nel Circolo Pol.Art. per minor copertura glaciale nei scorsi anni, che modifica la modulazione anche del Getto Polare o J.S., con esempi come l'attuale in corso, che "pesca" fin addirit. nell'entroterra Sahariano, per poi risalire verso il cuore Mediterr. ed apportare questo diffuso maltempo. Il 2° ruolo, l'ahn giocato le onde planet., sempre sotto una spinta "amplificatoria" conseguenziale al 1° fatto, che anch'essa ri-determina il comportamento delle stesse (onde) che si ri-modulano secondo degli schemi d'un susseguirsi assai accentuato, ragion per cui , alla fine , si instaura il famigerato "Blocking" Atlantico, favorevole alla dinamica "meridianizzata". Tutte queste osservazioni, della dinamica atmosferica, servono a major causam, ha far comprendere quale e come sia il clima odierno, a farci osservare che per es. negli ultimi 125.000 anni l'artico (lo s'evince dai carotaggi) in quest'era interglaciale, difficilmente abbia conosciuto dei riscaldamenti cosi' cospicui, segno d'un forte imprinting da forcing interno, oltre ai naturali decorsi climatici. Ma non significa un passo necessariamente verso l'antropologic causa; no. Significa, che da un po' il Polo stia meglio ma che paghi talune volte ancora un tot di eccedenze "calde" del recente passato. Anche sulle ns DOLOMITI, ad es., s'è riscontrato negli ultimi 5 anni , una stabilita' quando non addirittura casi di CRESCITA NEI GHICCIAI delle stesse. Un buon riscontro,dunque. Le dinamiche , quindi si puo' concludere, del VP, "scontano" ancora un po' il forte irradiamento dei scorsi anni, perché essendo un MAr Glac. rtco, è soggetto alle Anomalie come nelle SSt Atlant. o Pacifiche o d'altri Oceani e l'assorbimentoe rilascio, son piu' lenti e macchinosi. Ecco, gli effetti unque, degli IMPACT al CLIMA della Terra che odiernamente si riscontrano e che danno il volto al sistema attuale in corso e alle sue dinamiche.



  • Ottima delucidazione Andrew,come spesso fai. Si, le dinamiche stanno tutte nel comportamento di "questi due", cioè il vortice polare e le onde planetarie che giocano negli ultimi tempi (2-3anni) e muovono sullo scacchiere, in una sorta d'elastico uno intercorrela l'altro.
    L' "impatto" come ci dice il post, climatico d'oggi, è notabile anche dagli estremi riscontrabili in varie e lontane aree tra loro sul globo. Un impatto non pero' imputabile ai vari global warming o eccedenze simili, no, quelle son strumentalismi troppo oramai usati e in voga. No direi che fa piuttosto parte d'un nuovo assetto climatico, che si ripete nei cicli interglaciali, è fatto abbastanza noto infatti che, i nuovi assetti ciclici climatici delle Ere Intergl., diano queste caratteristiche cosi' dinamiche e controverse ed anche dei surplus, in tutti e due i sensi, caldo & freddi. Si puo' notare in questo frangente attuale, la torrida stagione Australiana e il Gelo negli stati dell'est USA, accentuando l'osservazione sul fatto che se fosse da pieno e totale global warming, innanzitutto l'emisfero australe desterebbe molti dubbi, in quanto molto meno colpito, in genere dall'antropico, non sarebbe facilmente spiegabile, come viceversa ancor meno sarebbe lo spiegarsi dell'inverno USA. Tanto piu' che poi divide l'America del N. in due parti distinte , east coast fredda, west coast calda e sopramedia. Squilibri ? Certo, ma perché no NEW ASSETTI" ? Non si puo' quindi avere sul banco un solo imputato (GW) quando si hanno diversi indizi ma per strade diverse. (Australia & USA, nord e sud del globo…quale causam principale??..)
    Qui si tenta la ricerca agli stati del clima odierno, sotto una sequela di lamentele da parte di normal people, addetti ed appassionati. Ma una "vera causa con tutta probablity , non c'è .O non l'abbiamo ancora trovata e quindi , compresa.

    Le dinamiche di quest'inverno, si possono spiegare ed essere sotto la lente , per aiutarci a meglio comprendere il funzionamento del sistema climatico, macchina assai complessa perché muove leggi della fisica , applicata pero' a vari fluidi , liquidi e gassosi e a varie altezze, con "potenza" gravitazionale, che non è poca cosa aggiunta agi altri elementi , e in piu' , con forza centrifuga, anch'essa di valore, la forza Coriolis, che cambia le carte a quelle leggi prima citate. Se poi, s'analizzano i fattori externi , come l'interagire dell'attivita' solare e i suoi cicli, si puo' aver la visione d'insieme di quale sistema complesso e ancora misterioso, si stia trattando.La scienza abbisogna del suo tempo. E' il caso di dirlo: tempo, al tempo.


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