Bel tempo e brutto tempo



  • Non so se i frequentatori di questo blog/forum sono rappresentativi o meno di una "Opinione Pubblica" statisticamente rilevante; però è certo che quelle che credevo mie fissazioni e manie trovano invece frequente riscontro, quindi ci riprovo:
    non trovate bizzarro che tante persone invochino freddo e pioggia? di solito questo è "brutto tempo", chi è così matto da volere una cosa brutta? :roll: :?:
    Quindi i casi sono due: o questi (noi tutti) siamo matti o questo non è (più :?: ) "brutto tempo"…
    dai qualcuno ci provi a cimentarsi con questa cosa: sta cambiando o no il concetto di "Bel Tempo", almeno in italia, almeno in questo forum?



  • ciao bello e brutto sono "interpretazioni" del tutto personali. Può piacere anche una cosa bruttab perché no come la pioggia e il freddo. Sono le emozioni che le cose suscitano a fare la differenza dandole quel tocco magico a far si che una cosa apparentemente bella o brutta acquisti un significato diverso. Per la serie non e' bello ciò che e' bello…poi attenzione ad un altra cosa. Nella meteo bello e' associato al sole e brutto alla pioggia. In realtà sono gli eccessi e i difetti a fare la differenza. Così una pioggia tanto attesa può essere benevola quindi e' "bella ". Così come una lunga siccità può esser catalogata nel "brutto".come vedi...ciao



  • Contano anche le categorie mentali e culturali.. c'hanno allevato nel dire "bel tempo=sole" "brutto tempo=pioggia e freddo" come ho scritto nella presentazione degli "adoratori dell'inverno" su facebook, come sai.
    oramai queste categorie, col rischio concreto della siccità , della tropcalizzazione, del global warming e quant'altro, devono essere riviste.
    le stagioni, quelle fredde, devono essere rivalutate e soprattutto "tutelate".
    c'è gente che non si rende conto che se non ci fossero l'autunno e l'inverno non avrebbe neanche l'acqua dentro casa e mille altre comodità…voorebbero un' estate eterna, ma quella c'è solo in paradiso, anche se io preferirei una soffice e bianchissima distesa di neve... :) :)



  • @paolo:

    Contano anche le categorie mentali e culturali.. c'hanno allevato nel dire "bel tempo=sole" "brutto tempo=pioggia e freddo" come ho scritto nella presentazione degli "adoratori dell'inverno" su facebook, come sai.
    oramai queste categorie, col rischio concreto della siccità , della tropcalizzazione, del global warming e quant'altro, devono essere riviste.
    le stagioni, quelle fredde, devono essere rivalutate e soprattutto "tutelate".
    c'è gente che non si rende conto che se non ci fossero l'autunno e l'inverno non avrebbe neanche l'acqua dentro casa e mille altre comodità…voorebbero un' estate eterna, ma quella c'è solo in paradiso, anche se io preferirei una soffice e bianchissima distesa di neve... :) :)

    Ecco, con questo intervento ci stiamo avvicinando al nocciolo della questione che intendo porre: il Linguaggio dovrebbe secondo me seguire questa evoluzione a cominciare dai luoghi in cui si genera la Cultura Meteorologica, quindi, perchè no, a cominciare da luoghi come questo (virtuale ma importantissimo per generare Cultura Meteo): il Linguaggio è la bicicletta che fa avanzare la Cultura, se usiamo un Linguaggio corretto la Cultura avanza più veloce ("Ma come parli!?!?! le parole sono importanti!!!" N.Moretti) .
    Quindi secondo me il Linguaggio tecnico-divulgativo (quello per esempio di questo luogo virtuale) deve pedalare in quella direzione e iniziare un cambiamento di Cultura Meteo dove frasi come questa "l'anticiclone africano, oltre a garantire tempo stabile e soleggiato, favorisce temperature massime over 30°C" riferita alla Spagna di Ottobre dovrebbero cedere il passo a parole più coerenti con un concetto che dovrebbe essere: il tempo (meteo) è brutto quando è estremo e causa danni, non quando ci sono nuvole o pioggia o neve o temperature in linea con la stagione. Chissà se riesco a spiegarmi? :roll: :?:
    Insomma, quando non piove da 90 giorni consecutivi, abbiamo davvero avuto 90 giorni di bel tempo? No, siamo quasi tutti d'accordo almeno qui in questo foum, ma allora perchè il nostro linguaggio non si adegua? :roll: ;)
    Una pioggia non fa danni, dà la vita; il sole per 90 giorni, fa danni e porta la morte (non più dell'uomo, qui da noi ma degli animali e delle piante sì e in altre aree del mondo anche degli uomini) e le malattie (guardate il proliferare in pianura padana dei danni provocati dalle zanzare in termini di trasmissione di malattie in periodi sempre più lunghi).



  • @stevengal:

    @paolo:

    Contano anche le categorie mentali e culturali.. c'hanno allevato nel dire "bel tempo=sole" "brutto tempo=pioggia e freddo" come ho scritto nella presentazione degli "adoratori dell'inverno" su facebook, come sai.
    oramai queste categorie, col rischio concreto della siccità , della tropcalizzazione, del global warming e quant'altro, devono essere riviste.
    le stagioni, quelle fredde, devono essere rivalutate e soprattutto "tutelate".
    c'è gente che non si rende conto che se non ci fossero l'autunno e l'inverno non avrebbe neanche l'acqua dentro casa e mille altre comodità…voorebbero un' estate eterna, ma quella c'è solo in paradiso, anche se io preferirei una soffice e bianchissima distesa di neve... :) :)

    Ecco, con questo intervento ci stiamo avvicinando al nocciolo della questione che intendo porre: il Linguaggio dovrebbe secondo me seguire questa evoluzione a cominciare dai luoghi in cui si genera la Cultura Meteorologica, quindi, perchè no, a cominciare da luoghi come questo (virtuale ma importantissimo per generare Cultura Meteo): il Linguaggio è la bicicletta che fa avanzare la Cultura, se usiamo un Linguaggio corretto la Cultura avanza più veloce ("Ma come parli!?!?! le parole sono importanti!!!" N.Moretti) .
    Quindi secondo me il Linguaggio tecnico-divulgativo (quello per esempio di questo luogo virtuale) deve pedalare in quella direzione e iniziare un cambiamento di Cultura Meteo dove frasi come questa "l'anticiclone africano, oltre a garantire tempo stabile e soleggiato, favorisce temperature massime over 30°C" riferita alla Spagna di Ottobre dovrebbero cedere il passo a parole più coerenti con un concetto che dovrebbe essere: il tempo (meteo) è brutto quando è estremo e causa danni, non quando ci sono nuvole o pioggia o neve o temperature in linea con la stagione. Chissà se riesco a spiegarmi? :roll: :?:
    Insomma, quando non piove da 90 giorni consecutivi, abbiamo davvero avuto 90 giorni di bel tempo? No, siamo quasi tutti d'accordo almeno qui in questo foum, ma allora perchè il nostro linguaggio non si adegua? :roll: ;)
    Una pioggia non fa danni, dà la vita; il sole per 90 giorni, fa danni e porta la morte (non più dell'uomo, qui da noi ma degli animali e delle piante sì e in altre aree del mondo anche degli uomini) e le malattie (guardate il proliferare in pianura padana dei danni provocati dalle zanzare in termini di trasmissione di malattie in periodi sempre più lunghi).

    infatti Stefano, è quello che dicevo io prima. Bello e brutto sono riferiti anche agli eccessi o ai difetti… Ma come luogo comune, sopratutto in un arco temporale molto limitato (oggi, domani) il bello è riferito al sole, il brutto alla pioggia. Non so se ho reso l'ide... ;)



  • Italia, popolo di navigatori e contadini, fino alle soglie del 1900. Ma non solo Italia, perché "il fait beau temp" o "mauvaise temp" per i "cugini" Francesi ha lo stesso significato.
    Perché ho voluto precisare navigatori e contadini? perché è stata la nostra realtà culturale e sociale dalla caduta degli imeri romani.
    In questo contesto trova giustificazione lo stretto nesso he il tempo meteorologico ha sempre avuto con le attività marittime ed agresti, nel breve ma anche nel medio termine.
    E quando per svariate centinaia di anni concepisci ed elabori la stagione di turno soltanto in funzione dell'attività che svolgi, è effettivamente problematico cambiare radicalmene atteggiamento, indipendentemente da fato che negli ultimi 80-100 anni ci sono state modificazoni e scoperte come mai in precedenza ed a una velcità ed intensificazione sempre iù impressionanti.
    C'è un sacco di gente che preferisce il vento, altri preferiscono il caldo, i meteoappassionati le fenomenologie più interessanti, che vanno dal temporale, al funnel, alla tromba marina (beato chi lo fa), alla tanto bramata "dama bianca".
    E' indubbio che 90 giorni di bel tempo non siano tanto belli per le falde, la vegetazione e l'agricoltura, così come se alla fine di quei 90 giorni arrivassero 10 giorni di tempo brutto, questi ultimi avrebbero i connotati del dono divino (anzi, di acqua) e parrebbero tutt'altro che brutti.
    Il fatto poi che a noi meteoappassionati (che siamo tanti, ma rapportiamoci alla maggioranza delle persone e probabilmente così tanti non siamo) il bello ci paia brutto e viceversa non è indice di scarsa salute mentale, ma appunto soltanto di sana passione.
    L'augurarsi pioggia, temporali, tempeste, neve e gelo, è compatibile certamente con le nostre passioni, suffragate o meno da nozionistica adeguata ed esperienza meteorlogica, ma non è compatibile con tutto ciò che comporta, quanto a disagi, danni e vittime.
    Mi si può obbiettare che anche il caldo, legato al bel tempo, miete vittime, e che è più facile sentir sperare in un'ondata di freddo che in una di caldo, ma oggettivamente i più deboli, parlo di clochards, disgraziati che vivono in baracche o dormono sotto un cartone, finanche a tanti, tantissimi anziani che col minimo di pensione abitano in appartamenti senza riscaldamento, trovano la morte più col freddo che col caldo.
    In buona sostanza il Global Change col suo intrinseco (ma non accertato conseguente) Global Warming ha sì estremizzato gli eventi, ma secondo me non al punto tale di modificare l'ancestrale modo di dire "bello o brutto tempo", poiché per la maggior parte (la stragrande) dei casi è sempre valido.
    Alcuni esempi? E' bella una giornata con un temporale, ancora meglio con la neve. Ma se sei al mare non puoi fare il bagno, immersioni, divertirti con pioggia o mare mosso o fulmini. Se sei in montagna puoi anche sciare mentre nevica, ma non sarà mai spettacolare come salire in vetta e osservare un panorama innevato con cielo terso.
    Quel che voglio dire è, in conclusione, che "bello" e "brutto" legati al tempo meteorologico sono ancora tali in funzione dell'immediato e della godibilità che l'una o l'altra condizione permettono a certe attività, non più solo agresti o marittime, ma anche ludiche e, talora, sportive.
    Non sempre quindi, secondo me, è opportuno cambiare solo perché il mondo cambia, e non è neanche deontologicamente e moralmente appagante augurarsi eventi estremi per il proprio piacere. Sotto il profilo etico penso che sarebbe come se un epidemiologo sperasse in una pandemia….



  • @Geo90-Chianti-FI:

    Italia, popolo di navigatori e contadini, fino alle soglie del 1900. Ma non solo Italia, perché "il fait beau temp" o "mauvaise temp" per i "cugini" Francesi ha lo stesso significato.
    Perché ho voluto precisare navigatori e contadini? perché è stata la nostra realtà culturale e sociale dalla caduta degli imeri romani.
    In questo contesto trova giustificazione lo stretto nesso he il tempo meteorologico ha sempre avuto con le attività marittime ed agresti, nel breve ma anche nel medio termine.
    E quando per svariate centinaia di anni concepisci ed elabori la stagione di turno soltanto in funzione dell'attività che svolgi, è effettivamente problematico cambiare radicalmene atteggiamento, indipendentemente da fato che negli ultimi 80-100 anni ci sono state modificazoni e scoperte come mai in precedenza ed a una velcità ed intensificazione sempre iù impressionanti.
    C'è un sacco di gente che preferisce il vento, altri preferiscono il caldo, i meteoappassionati le fenomenologie più interessanti, che vanno dal temporale, al funnel, alla tromba marina (beato chi lo fa), alla tanto bramata "dama bianca".
    E' indubbio che 90 giorni di bel tempo non siano tanto belli per le falde, la vegetazione e l'agricoltura, così come se alla fine di quei 90 giorni arrivassero 10 giorni di tempo brutto, questi ultimi avrebbero i connotati del dono divino (anzi, di acqua) e parrebbero tutt'altro che brutti.
    Il fatto poi che a noi meteoappassionati (che siamo tanti, ma rapportiamoci alla maggioranza delle persone e probabilmente così tanti non siamo) il bello ci paia brutto e viceversa non è indice di scarsa salute mentale, ma appunto soltanto di sana passione.
    L'augurarsi pioggia, temporali, tempeste, neve e gelo, è compatibile certamente con le nostre passioni, suffragate o meno da nozionistica adeguata ed esperienza meteorlogica, ma non è compatibile con tutto ciò che comporta, quanto a disagi, danni e vittime.
    Mi si può obbiettare che anche il caldo, legato al bel tempo, miete vittime, e che è più facile sentir sperare in un'ondata di freddo che in una di caldo, ma oggettivamente i più deboli, parlo di clochards, disgraziati che vivono in baracche o dormono sotto un cartone, finanche a tanti, tantissimi anziani che col minimo di pensione abitano in appartamenti senza riscaldamento, trovano la morte più col freddo che col caldo.
    In buona sostanza il Global Change col suo intrinseco (ma non accertato conseguente) Global Warming ha sì estremizzato gli eventi, ma secondo me non al punto tale di modificare l'ancestrale modo di dire "bello o brutto tempo", poiché per la maggior parte (la stragrande) dei casi è sempre valido.
    Alcuni esempi? E' bella una giornata con un temporale, ancora meglio con la neve. Ma se sei al mare non puoi fare il bagno, immersioni, divertirti con pioggia o mare mosso o fulmini. Se sei in montagna puoi anche sciare mentre nevica, ma non sarà mai spettacolare come salire in vetta e osservare un panorama innevato con cielo terso.
    Quel che voglio dire è, in conclusione, che "bello" e "brutto" legati al tempo meteorologico sono ancora tali in funzione dell'immediato e della godibilità che l'una o l'altra condizione permettono a certe attività, non più solo agresti o marittime, ma anche ludiche e, talora, sportive.
    Non sempre quindi, secondo me, è opportuno cambiare solo perché il mondo cambia, e non è neanche deontologicamente e moralmente appagante augurarsi eventi estremi per il proprio piacere. Sotto il profilo etico penso che sarebbe come se un epidemiologo sperasse in una pandemia….

    ;)



  • @fnucera3bmeteo:

    @Geo90-Chianti-FI:

    Italia, popolo di navigatori e contadini, fino alle soglie del 1900. Ma non solo Italia, perché "il fait beau temp" o "mauvaise temp" per i "cugini" Francesi ha lo stesso significato.
    Perché ho voluto precisare navigatori e contadini? perché è stata la nostra realtà culturale e sociale dalla caduta degli imeri romani.
    In questo contesto trova giustificazione lo stretto nesso he il tempo meteorologico ha sempre avuto con le attività marittime ed agresti, nel breve ma anche nel medio termine.
    E quando per svariate centinaia di anni concepisci ed elabori la stagione di turno soltanto in funzione dell'attività che svolgi, è effettivamente problematico cambiare radicalmene atteggiamento, indipendentemente da fato che negli ultimi 80-100 anni ci sono state modificazoni e scoperte come mai in precedenza ed a una velcità ed intensificazione sempre iù impressionanti.
    C'è un sacco di gente che preferisce il vento, altri preferiscono il caldo, i meteoappassionati le fenomenologie più interessanti, che vanno dal temporale, al funnel, alla tromba marina (beato chi lo fa), alla tanto bramata "dama bianca".
    E' indubbio che 90 giorni di bel tempo non siano tanto belli per le falde, la vegetazione e l'agricoltura, così come se alla fine di quei 90 giorni arrivassero 10 giorni di tempo brutto, questi ultimi avrebbero i connotati del dono divino (anzi, di acqua) e parrebbero tutt'altro che brutti.
    Il fatto poi che a noi meteoappassionati (che siamo tanti, ma rapportiamoci alla maggioranza delle persone e probabilmente così tanti non siamo) il bello ci paia brutto e viceversa non è indice di scarsa salute mentale, ma appunto soltanto di sana passione.
    L'augurarsi pioggia, temporali, tempeste, neve e gelo, è compatibile certamente con le nostre passioni, suffragate o meno da nozionistica adeguata ed esperienza meteorlogica, ma non è compatibile con tutto ciò che comporta, quanto a disagi, danni e vittime.
    Mi si può obbiettare che anche il caldo, legato al bel tempo, miete vittime, e che è più facile sentir sperare in un'ondata di freddo che in una di caldo, ma oggettivamente i più deboli, parlo di clochards, disgraziati che vivono in baracche o dormono sotto un cartone, finanche a tanti, tantissimi anziani che col minimo di pensione abitano in appartamenti senza riscaldamento, trovano la morte più col freddo che col caldo.
    In buona sostanza il Global Change col suo intrinseco (ma non accertato conseguente) Global Warming ha sì estremizzato gli eventi, ma secondo me non al punto tale di modificare l'ancestrale modo di dire "bello o brutto tempo", poiché per la maggior parte (la stragrande) dei casi è sempre valido.
    Alcuni esempi? E' bella una giornata con un temporale, ancora meglio con la neve. Ma se sei al mare non puoi fare il bagno, immersioni, divertirti con pioggia o mare mosso o fulmini. Se sei in montagna puoi anche sciare mentre nevica, ma non sarà mai spettacolare come salire in vetta e osservare un panorama innevato con cielo terso.
    Quel che voglio dire è, in conclusione, che "bello" e "brutto" legati al tempo meteorologico sono ancora tali in funzione dell'immediato e della godibilità che l'una o l'altra condizione permettono a certe attività, non più solo agresti o marittime, ma anche ludiche e, talora, sportive.
    Non sempre quindi, secondo me, è opportuno cambiare solo perché il mondo cambia, e non è neanche deontologicamente e moralmente appagante augurarsi eventi estremi per il proprio piacere. Sotto il profilo etico penso che sarebbe come se un epidemiologo sperasse in una pandemia….

    ;)

    Ok, nessuna opinione diversa? allora rientro nei ranghi e mi taccio ma siccome il veleno sta nella coda (come gli scorpioni che raccolgo copiosi in casa mia anche di ottobre) e il pizzico può far male (come le zanzare che stermino senza sosta da maggio a ottobre) eccovi un paio di notiziole sull'effetto delle ondate di freddo e di caldo.

    11 settembre 2003 • Categoria Sanità
    Caldo: quest’estate 4.175 anziani morti in più
    Sono 4.175 gli ultrasessantacinquenni italiani morti in più dal 16 luglio al 15 agosto di quest’anno, a causa prevalentemente del gran caldo, con un incremento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2002.

    Ondate di caldo, il piano regionale per l´estate 2009
    Definite da parte degli Assessorati alla Sanità e alla Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna le linee di intervento per limitare l´impatto delle ondate di calore. Ripartono le previsioni di Arpa.

    (15/05/2009)
    Gli Assessorati alla Sanità e alla Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna hanno definito le nuove linee guida per i piani di intervento volti a limitare gli effetti sanitari delle ondate di calore. Punti cardine del piano sono: il sistema di allerta delle ondate di calore curato dall´Arpa Emilia-Romagna, i centri di riferimento territoriali per l´individuazione e l´assistenza delle persone più a rischio, i programmi di intervento nelle strutture che accolgono anziani e disabili.

    http://www.arpa.emr.it/documenti/arpari … AR2_08.pdf

    NON MI RISULTANO ANALOGHI PIANI PER GLI INVERNI PASSATI :| :? :? :roll:



  • Stivengal,, prima di tutto no devi tacere, perché è giusto che ognuno dica la sua.
    Secondo, i dati che posti presumoo siano inconfutabili e non ho certo viglia di metterli in discussione…

    terzo... il discorso che ho impostato io esula da qualsiasi tipo di statistica.

    I tempi cambiano, ma le mi' bambine son contente di andare a giocare col sole ed esternano: "che bella giornata, babbo".

    Viceversa, quando piove, per tenerle un giorno in casa si arriva alla sera con la seggiola e la frusta stile domatore di leoni e, prima di metterle a letto, mi domandano: "babbo, ma domani è tempo brutto come oggi?".

    Il fatto che io ed altri la pensiamo così non ci conferisce il dono della verità assoluta, e ben vengano le opinioni diverse! ;)

    Ah.. un'altra cosa... anche i tuoi dati riguardano ultrasessantacinquenni. Costoro, d'inverno, è più facile stiano chiusi in casa e dato che le nostre abitazioni sono state (dall'era industriale in avanti, più o meno) studiate per ripararci dal freddo e non dal caldo, con oneri altissimi in materia ambientale, va da sé che le vittime delle ondate di calore esistano per i seguenti motivi:
    1 - ignoranza (approccio al caldo, alimentazione, ecc.)
    2 - problemi fisici
    3 - inadeguatezza del sistema "casa" per sopperire all'eccessivo calore (esiste il condizionatore, ma va saputo usare ed ha un costo, monetario e ambientale)

    L'inverno è, insomma, ragionevolmente più sopportabile per le persone anziane, poco invogliate ad uscire anche per la scarsa durata delle ore di sole e perché, sovente sono costipate per sempre più frequanti e durevoli malattie da raffreddamento.

    Io son nato nel '66, ed allora non si parlava di GW, ho vissuto inverni "normalmente" freddi, avevo sempre le mani screpolate giocando all'aperto, ma non ho MAI saltato una notte perché avevo freddo (alle brutte mi facevo mettere una coperta in più...), mentre le notti insonni per afa ed umidità, specie quando abitavo in città, le ho passate eccome....

    Certamente devo darti atto che oggi come oggi le ondate di gelo in senso stretto sono rare come i cani gialli, mentre più soventi e durature sono le ondate di calore, ma a parità di intensità io resto dell'idea che farebbe più vittime un'ondata di caldo che una di freddo fra gli anziani e viceversa, invece, fra i senzatetto, e questo indipendentemente da numero, durata ed epoca dei relativi eventi.


Effettua il Log in per rispondere
 

Sembra che la tua connessione a Il Forum di 3BMeteo sia stata persa, per favore attendi mentre proviamo a riconnetterti.