IL CLIMA OGGI, + o - SIMILE A QUELLO DI IERI..?'



  • Siamo quasi alla fine del trimestre invernale, poco piu' di una quindicina di gg., e s'entrera' nella primavera meteo, per quella astronomica, c'e' da attendere 40 gg.c.a.

    Il consutivo è alquanto allarmante sotto diversi profili: 1° su tutti la media alta, specie di Gennaio, che ha raccolto un dato di 2.1° in media, piu' alto ma anche pluviometricamente ha inciso notevolissimamente, con un + 86% sopra nell'intero territorio italiano, dato molto significativo, nel periodo 1971-2001, e collocando l'anno come il 19° dal 1800. Ma oramai son dati che servono piu' ad una memoria storica che a vederne gli aspetti configurativi per un qualche termine di paragone, che io credo sia divenuto assai flebile, quest'ultimo, specie nella frequenz , oggi sicuramente moltiplicata come non lo si è potuto registrare nei passati decenni. E anche questo è un dato. Molto rilevante sosterrei. Ieri, un alluvione facevva notizia come quella dellAArno di Firenze del 66', ma era "quella -sola & ben definita.."" ! Oggigiorno, v'e' ne sono, una mezza dozzina in un sol giorno!! Liguria , Veneto, Lombardia , Piemonte, Emilia R. , Toscana , Lazio , Campania, Umbria e Sardegna. In una manciata di gg., TUTTE QUESTE REGIONI HANNO VISSUTO UNA MINI ALLUVIONE DI FIRENZE. E' un dato oggettivo. E' dato dalla richiesta regionale di calamita' naturale delle regioni al governo. Naturale, quindi da fattore climatico. e poiché, non s'osserva una tale richiesta congiunta nel passato di 10 -12 regioni, sul complessivo del totale, si puo' ben dire e sostenere con leggittimazione di criterio , che né il passato piu' recente , né quello piu' lontano, hanno vissuto simil condizioni. E questo, è fatto d'un certo allarme.Son dati di febbr. dell' Isac- CNR, a dircelo. E ci comunica anche che, il dipolo, pluvio -caldo, cosi' come quest'anno, addiritt. no sarebbe negli annoveri registr. climatici.
    Questo, è il consuntivo finale. La domanda specifica che ne consegue, non puo' essere che questa : che tipo di clima c'attende nel prossimo & nel range + lungo ?
    Di certo dissimile dall'800' ma anche dai primi del 900'. I nuovi assesti son oramai fatto conclamato, e senza rispolverii, di fantomatici annessioni e/o interazioni del tutto a causale antropogenetica, non si puo' pero' negare, che il cambiament esista. Farlo sarebbe come millantare una qualche certa minima esperienza in termini scientifici meteoclimatici.
    Quindi un nuovo assetto è gia' in corso da oltre un decennio. Non e', a dirsi ove con "matematica" certezza ci condurra'. Non ancora , alla fase odierna. Cio' direi, che allo studio, d'ogni bravo scienziato o appassionato o interessato cmq alla materia; l'attesa , infatti premia molto in questo campo, se poi è condita da buon studio & osservazione e rilievo esatto di dati al territorio e atmosferici, si fa ancora piu' in fretta. Le chiacchiere , ben poco. Come le suggestioni e il pavento di similitudini straordinarie col passato, che in realta' non sappiamo neppure bene, primo perché i dati son …giovani, solo dal 1850, e poi, perché, enfatizzati come neii piu' bei film d'oltreoceano. Attenersi all'oggettivita' del clima odierno , senza troppe comparazioni d'ogni dove e tipo, E', la cosa migliore da fare, la piu' obbiettiva. Il clima di ieri, era....il clima d'oggi va' studiato , preso in esame quindi esaminato ma per quel che è. Diverso, piu' concretamente ricco di fenomenologia estremizzata e in cerca di un nuovo equilbrio che appare sotto l'esressione talvolta di meraviglia d'ognuno di noi, proprio a tali cause piu' estreme che ci mostra. Quindi, avvenuto o no, (ed io credo piu' al no...almeno in fenomenologia) partendo che il clima no e' mai lo stesso, anzi ..."IL TEMPO,NON LO E'"...come si sosteneva popolarmente nei secoli, vediamo questo nuovo assetto e l'evoluzione che avra', nello spazio temporale che gli occorrera' e con tutte le interazioni che ci sono, piccole o grosse. Finirla con il bla-bla. dell'antropogenesi e sue correlanze , che conducono ad una marea dii chiacchiericcio sterile ed improduttiivo e attenersi ai "dati -odierni", come un buon ,bravo studioso "moderno" farebbe. Saluti



  • @andrew:

    Siamo quasi alla fine del trimestre invernale, poco piu' di una quindicina di gg., e s'entrera' nella primavera meteo, per quella astronomica, c'e' da attendere 40 gg.c.a.

    Il consutivo è alquanto allarmante sotto diversi profili: 1° su tutti la media alta, specie di Gennaio, che ha raccolto un dato di 2.1° in media, piu' alto ma anche pluviometricamente ha inciso notevolissimamente, con un + 86% sopra nell'intero territorio italiano, dato molto significativo, nel periodo 1971-2001, e collocando l'anno come il 19° dal 1800. Ma oramai son dati che servono piu' ad una memoria storica che a vederne gli aspetti configurativi per un qualche termine di paragone, che io credo sia divenuto assai flebile, quest'ultimo, specie nella frequenz , oggi sicuramente moltiplicata come non lo si è potuto registrare nei passati decenni. E anche questo è un dato. Molto rilevante sosterrei. Ieri, un alluvione facevva notizia come quella dellAArno di Firenze del 66', ma era "quella -sola & ben definita.."" ! Oggigiorno, v'e' ne sono, una mezza dozzina in un sol giorno!! Liguria , Veneto, Lombardia , Piemonte, Emilia R. , Toscana , Lazio , Campania, Umbria e Sardegna. In una manciata di gg., TUTTE QUESTE REGIONI HANNO VISSUTO UNA MINI ALLUVIONE DI FIRENZE. E' un dato oggettivo. E' dato dalla richiesta regionale di calamita' naturale delle regioni al governo. Naturale, quindi da fattore climatico. e poiché, non s'osserva una tale richiesta congiunta nel passato di 10 -12 regioni, sul complessivo del totale, si puo' ben dire e sostenere con leggittimazione di criterio , che né il passato piu' recente , né quello piu' lontano, hanno vissuto simil condizioni. E questo, è fatto d'un certo allarme.Son dati di febbr. dell' Isac- CNR, a dircelo. E ci comunica anche che, il dipolo, pluvio -caldo, cosi' come quest'anno, addiritt. no sarebbe negli annoveri registr. climatici.
    Questo, è il consuntivo finale. La domanda specifica che ne consegue, non puo' essere che questa : che tipo di clima c'attende nel prossimo & nel range + lungo ?
    Di certo dissimile dall'800' ma anche dai primi del 900'. I nuovi assesti son oramai fatto conclamato, e senza rispolverii, di fantomatici annessioni e/o interazioni del tutto a causale antropogenetica, non si puo' pero' negare, che il cambiament esista. Farlo sarebbe come millantare una qualche certa minima esperienza in termini scientifici meteoclimatici.
    Quindi un nuovo assetto è gia' in corso da oltre un decennio. Non e', a dirsi ove con "matematica" certezza ci condurra'. Non ancora , alla fase odierna. Cio' direi, che allo studio, d'ogni bravo scienziato o appassionato o interessato cmq alla materia; l'attesa , infatti premia molto in questo campo, se poi è condita da buon studio & osservazione e rilievo esatto di dati al territorio e atmosferici, si fa ancora piu' in fretta. Le chiacchiere , ben poco. Come le suggestioni e il pavento di similitudini straordinarie col passato, che in realta' non sappiamo neppure bene, primo perché i dati son …giovani, solo dal 1850, e poi, perché, enfatizzati come neii piu' bei film d'oltreoceano. Attenersi all'oggettivita' del clima odierno , senza troppe comparazioni d'ogni dove e tipo, E', la cosa migliore da fare, la piu' obbiettiva. Il clima di ieri, era....il clima d'oggi va' studiato , preso in esame quindi esaminato ma per quel che è. Diverso, piu' concretamente ricco di fenomenologia estremizzata e in cerca di un nuovo equilbrio che appare sotto l'esressione talvolta di meraviglia d'ognuno di noi, proprio a tali cause piu' estreme che ci mostra. Quindi, avvenuto o no, (ed io credo piu' al no...almeno in fenomenologia) partendo che il clima no e' mai lo stesso, anzi ..."IL TEMPO,NON LO E'"...come si sosteneva popolarmente nei secoli, vediamo questo nuovo assetto e l'evoluzione che avra', nello spazio temporale che gli occorrera' e con tutte le interazioni che ci sono, piccole o grosse. Finirla con il bla-bla. dell'antropogenesi e sue correlanze , che conducono ad una marea dii chiacchiericcio sterile ed improduttiivo e attenersi ai "dati -odierni", come un buon ,bravo studioso "moderno" farebbe. Saluti

    In accordo con quanto sostieni. Il dato piu' realistico del tuo resoconto è proprio quello relativo agli enormi estremi in termini di n° registrati, frutto di un eccesso d'accumulo caldo degli oceani e non solo. Un allarme dato e lanciato piu' volte ,che ha fatto delle campagne di B. Obama una delle priorita' assolute. Quando piu' stati e governi s'uniranno a tale considerazione tanto piu' si fara' concretezza nell'attuale fase climatica, che forgia oggi , uno stato di cose ben diverso dal passato inconsiderando pure la faccenda antropica come bersaglio favorito.



  • E' ora d'agire sul clima , e che lo si si è espresso a chiari caratteri L'OMM,l'org. per il monitoring del clima Mondiale. L'Ente ha diramato la notizia che il 2013, è tato l'anno con le emissioni piu' alte di concentrazione di Co2. Superate le 400ppm.

    Ognuno degli ultimi (3) tre decenni,è risultato piu' caldo nel complesso dei precedenti ,dal 1850. E la 1a decade del XXI sec. , è stata l piu' calda in assoluto. M asiamo alla fase piu' concreta,

    L'OMM, rompe gli indugi e sostiene che a brevissimo termine sara' in grado di rapportare sientificamente, che, gli ultimi 40anni, hanno visto un aumeno dell anidride carbonica del 40% in piu', rispetto all'era pre-industriale, un risultato che quando pubblicato eliminera' qualsiasivoglia dubbio che persiste ancora sull'interazione d'origine antropica nel clima degli ultimi 3-4 decenni, fase nella quale si son visti i cambiamenti piu' forti.



  • Importante segnale, proviene dallo studio approfondito della Criosfera. La quantita' di massa che si è persa in Groenlandia è superiore di 6 volte circa quella di soli 10anni fa.
    L'evidenza della diminuzione di ghiacci , perenni o meno , di qualsiasi superfice ,nonostante le leggere migliorie transitorie e provvisorie, frutto di noti estensioni "elastiche" stagionali, sono evidenziate a oro volta, dal forte surplus oceanico che è manifesto dallo stesso spazio temporale, segno esacerbante del calo del permafrost e dei ghiacci in sostanza, perché tale up-step, si verifica allorquando vi sia una diminuzione netta nei decenni dell'azione riflettente dei ghiacci stessi, che operano tale contrasto all'irradiazione solare. Quind'ora , si raccolgono 2 forcing, duplici ; l'azione solare bassa, anche se con medo-alto flux, e una diminuzione del pack artico e Groenlandese, che è pero' compensato dalla low sun-activity. Ma se riprendesse un forte attivita' della stella, la condiz. del pack artico ,non consentirebbe , specie per l'emisfero settentr., n adeguata shermtura e/o rifletting solare, per cui , la situazione delle SSt oceaniche sarebbe nuovamente in anomalia fortemente positiva. Cosa ampiamente gia' avvenuta la scorsa estate in Mar di Groenlandia , e perdurata fin in tardo autunno.



  • Salve Ing. Berardi, e benvenuto al forum. Abbisognamo di persone colte e preparate e a quel che vedo lei ne è una. Purtroppo, c'è anche molta ignoranza in giro…

    Trovo interessante il suo argomento , in quanto la Criosfera è l'effetto mi sembra di contatto tra superfice e atmosfera ,per cui molti dei fenomeni avvengono proprio in

    questa porzione, come lei giustamente cita l'albedo e la re-distribuz. dell'effetto irradiante. E' molto importante quindi, la correlazione su superfici ghiacciate o innevate

    lo studio dei comportamentii dell'atmosfera in queste aree e le correlazioni con il clima odierno. Tutto cio' , mi par di capire ha effetti anche sugli estremi climatici?

    Penso di si' ma attendo una conferma; grazie dell'intervento e dell'ottimo argomento trattato. Intervenga pure quando vuole, è un piacere. Salve.:)



  • Le analisi sulle quantita' dei gas principali "alteranti" ad effetto serra sono tali :-

    Carbon Dioxide - 387 PPM - CO2

    Methane - 1660 Ppb - CH4

    Nitricus Oxide - 325 Ppb - N2O

    Gli interscambi tra atmosfera e Idrosfera e l'arricchimento del D.I.C. carboni Inorganico dissolto, sono una delle fonti piu' preoccupanti d crescita di concentrazione.

    La terminologia oggi in uso , un po' qualunquisticamente , ammette la parola change -climatico. Ma bisogna vederne le vere variazioni sistemiche delle variabili meteoclimatiche ad intervalli di diversi decenni o superiori (30anni WMO )

    Allo stato è osserabile un aumento ,che c'è stato delle T°, nei scosri decenni fin oggi, e soprat. , una esponenziale crescita ma piu' si direbbe cambio nella morfologia
    delle precipitazioni, chiaro segno d'indice di un surplus in atto ancora.

    Cosa sono e non sono in grado di fare i vari mod. di proiezione d'un trend clmatico : [COLOR="#FF0000"NON FARE - Prendere alla lettera i singoli valori , punto x punto né per singolo giorno-mese né a griglia per anno.

    Riproduzione delle variabili dalla forte incoerenza spaziale (precipitaz.) [Sistema caotico-risoluz. spaziale insufficiente]Occorreranno difatti studi d'impatto & sistemi o strategie d'adattamento.

    Un esempio eclatante e che le misure di queste nuove misurazioni, iniziate dall'ist. Brera di Milano, avevano previsto ++ precipitazioni in Inverno e meno in tutto l'arco estivo-autunnale. Cosa alquanto verificatasi, soprat. quest'inverno. ]



  • Un altro esempio eclatante del clima odierno, viene dalla dimostrazione del fatto che fenomeni estremi come tornadi nel trevigiano di queste ore ,sono una consuetudine molto piu' frequente in questa stagione che non in uscita o in prossimita' di quella calda, rispetto al passato piu' recente. Segno di prevalenza di aree in surplus sia interne che marine, che si prestano a tale fenomenologia piu' copicuamente che non nei decenni trascorsi. Quando gli index preposti accelereranno su posizioni piu' nette negative, vedremo con alta probabilita' ,scomparire tale fenomeni.



  • @andrew:

    Un altro esempio eclatante del clima odierno, viene dalla dimostrazione del fatto che fenomeni estremi come tornadi nel trevigiano di queste ore ,sono una consuetudine molto piu' frequente in questa stagione che non in uscita o in prossimita' di quella calda, rispetto al passato piu' recente. Segno di prevalenza di aree in surplus sia interne che marine, che si prestano a tale fenomenologia piu' copicuamente che non nei decenni trascorsi. Quando gli index preposti accelereranno su posizioni piu' nette negative, vedremo con alta probabilita' ,scomparire tale fenomeni.

    Mi trova d'accordo su tutto. La frequenza degli estremi e sopratutto la velocita' d'escursione termica in 24ore , e poi in aree non desertiche o altro, ove è chiaro che avvenga ed è sempre avvenuto ma bensi' in aree come il Mediterraneo, inclini a mitezze e climi temperati durevoli, è il dato piu' eclatante che si registri sotto tale aspetto. Cosi' come lo sono, i mm. di pioggia in poche ore, o il n° impressionante durante l'anno di fenomeni quali tornado, trombe d'aria e marine, fenomeni che avevano un numero in registro, nettamente inferiore, quasi da eccezionalita' per le ns. aree, e che sono, causati da forti contrasti di masse ma solo allorquando, il clima dell'area interessata è in netto surplus termico, e lo sia da tempo.Questo è un fatto universalmente riconosciuto ed elementare ,alla formazione di tornado e quanto di simile.
    Lo insegnano da sempre le condizioni delle aree interne degli States, pioniere di eventi del genere. Ora dopo un inverno mite e appunto, in surplus globale , riecco tale fenomenologia ,come nel trevigiano ieri l'altro e altre aree. ma è la frequenza ,cio' che conta. Non il fatto che casualmente sia avvenuto in passato. In qualsiasi decennio, epoca o era. Tutto è avvenuto , in termini di fenomenologia in un area, se si va' BEN A GUARDAREragion per cui, il far osservare che comumque un episodio, qual'esso sia, sia appunto gia' occorso, come le ondate di calore degli ultimi 15 anni, non ha rilievo ALCUNO, ma anzi , ha a mio avviso l'intento di "rimescolare" le carte sul banco, perche' per inciso, non tien conto della frequenza piu' che quintuplicata. Per questo, mi trova in accordo.



  • M'occorre sottolineare pero' che, alcuni dei famigerati fenomeni estremi erano osservabili anche negli annali precedenti. Certo, la frequenza è un toto aumentata in talune aree pero' mentre in altre si registra un consolidamento del clima, in altre ancora v'è una tendenza all'opposto cioè piu' fredda addirittura. In area Europea, vi sono da registrare dal 2008, inverni al nord del continente non solo "poeticamente" piu' freddi ma oggettivamente. Quando si verifica un pattern, per la sede Europea e Mediterr. , come quello scorso, è chiara l'identificazione ad una stagione piu' mite e temperata, seppur in surplus pluviometrico, pero'. Ma per l'altra faccia emisferica ,si registra l'opposto,cioè una cruenta fase fredda che non lascia intendere tutte le indicazioni verso il riscaldamento, visto che non è episodica ma piuttosto di tutta la stagione o dell'intero quadrimestre. Visto il perdurare che ha avuto il gelo per gli Usa , in quest'inverno. Non assolutizzerei,insomma.


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