Una precisazione sui dati



  • Leggendo di dati qua e la,emerge un approssimazione in termine di interpretazione mi par di comprendere e non sulla pubblicazione degli stessi che sono da chi lo fa il piu' delle volte esatti ma fuorviante si', e per chi conossca bene il termine, esso indica la capacita' interpretativa di un concetto una frase o di numeri di menzione dapprima esatto come elencamento o citazione ma molto probabilmente errato nell'uso che se ne puo' fare.
    Anche il sottoscritto si serve di dati e numeri,come potrei altrimenti, delle temperature marine di superfice del Mediterraneo, ma sono dati pubblici non privati ed elencati da me, perche' non ne sono il leggittimo proprietario.Quando pero' mi servono posso pure indicarne la pubblicazione ove fosse e con Google oggi o altro motore di ricerca è facile la loro consultazione. Chi tuttavia li pubblica in maniera direi cosi esaustiva come se fossero del tutto una cosa esclusiva e personale di cui vorrebbe portare a conoscenza gli altri perche' non in grado di accedervi e non consultabili, forse ritiene
    che sia effettivamente cosi', ma oggi è possibile come detto e cio' appare abbastanza inutile. Se poi è fatto ma non credo sia per questo o non vorrei almeno, per poter asserire che essendo in grado di menzionare tutti i dati a disposizione mentre gli altri non possono, perche' si hanno degli archivi personali,che poi personali come poterbbero mai essere,s'è detto che i dati son dati, quindi pubblicati ogni dove, per le proprie idee o teorie climatiche, si cade in errore due volte,perche' a quei dati posson accedere tutti e tutti possono avere le proprie idee climatiche. I dati climatici d'ogni tipo non sono come un cane con due teste; hanno testa e coda.La testa è composta dai numeri di cui son composti e la coda il fine per cui servono. A determinare un andamento. Del clima ,della borsa della salute umana etc. etc.
    Esistono poi, dati e dati. Prelevati con sistemi di rilievo differenti nelle annate e nei decenni a seconda della tecnologia e dei metodi. Un esemplificativo lo fatto sull'altro post. Noi li prendiamo e li annoveriamo con nuovi sistemi che la tecnologia e la scienza matematica hanno dimostrato essere piu' validi d'alcuni del passato meno e piu' recente. E' chiaro segno della tecnologia scientifica che avanza, sempre cosi' è stato nel passato. Confutarli o meno e' possibile per ognuno
    ed è sempre accaduto, ritenerli validi o contestarli pure ma non segno alcuno se non d'opinione divergente da quella che si ha. Tanto la verita' su di essi, è di per se inconfutabile anche se c'è sempre margine d'errore. L'anno scorso per es. è stata annulata la massima temperatura misurata e mai registr. sulla Terra, in Libia ad El Azizyia di c.a. 58° (57.8) a scapito del valore di 56.7° della Death Valley in California del luglio 1913. Quindi un errore di statistica sul quale ci si è basati per un secolo buono. E senza dubbio sara' accaduto per quella fredda.E accdra' ancora, anche se si va riducendo lo scarto.
    Io non posseggo dati personali perche' non mi è possibile installare boe di misurazione marine a me personalm. o termometri a scansione nelle piu' disparate profondita' del Mediterraneo. Per cui m'affido ai dati che il mio ente con cui lavoro ed altri, rilevano giornalmente mensilmente ed annualmente. Se pure li annovero su d'un libro o li conservo accuratamente non saranno mai miei e miei soltanto. A meno che non sia stato come descritto poc'anzi io stesso a piantare per l'intera penisola termometri o misuratori d'ogni genere, allora si' che potrei ottenere dei dati tutti e solo miei.
    Ma me li contesterebbero, probabilmente lo stesso. Ma sarebbero miei, pero' accidenti. Ma come si fa'. E ' impossibile, e
    poi con i mezzi di oggi, che ci vuole ,consulto sul web, e via, sono pieno di dati. No, meglio senz'altro la 2a scelta. Senza dubbio.
    E se poi quelli pubblicati non sono esatti? Pofferbacco, mi viene un altro coccolone, o no? Ma bisogna fidarsi pero' pur di qualcuno,o no? Senno' poi ti pigliano per malfidato.Certo sarebbe meglio averceli tutti per se', del tutto personali, quasi non opinabili. Ma non è possibile. Ed allora che inizio' la guerra dei dati, se si vuol dargli questa nomenclatura. E dura tutt'oggi. Il mio è un dato vero! No, il mio! La verita' è che sbagliano pure gli enti di statistica piu' autorevoli e noti; è la teoria Einsteiniana, quella della relativita', appropriata anche ai dati. Saluti


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