Un mio pensiero sul Clima



  • Buongiorno a tutti! Mi chiamo Vittorio Petracco, scrivo da una splendida valle altoatesina ed ormai ho una certa età.
    Ho dovuto chiedere una mano ad un mio caro amico per iscrivermi al forum perché di computer non sono esperto. Vorrei però lasciare una mia testimonianza su clima ed altro sperando di non far dispetto a nessuno. A quanto ho capito i frequentatori di questo spazio di discussione sono tutti giovani e in quanto tali vorrei che dessere un loro parere su ciò che mi accingo a scrivere (è un po' lungo, ma provate a dedicargli 15 minuti del vostro tempo).

    "Ho appreso con molto interesse che i Grandi, in Abruzzo, si sono intrattenuti anche sul clima, le sue variazioni, il CO2 e sulle possibili conseguenze planetarie. Io sono solo un piccolo, che risiede in montagna, a 1250 metri di altitudine, in un luogo splendido, dopo essere finalmente fuggito con gioia dalla vita in città. Qui siamo circondati da picchi scoscesi, sotto i quali i boschi con milioni di abeti, larici, ontani, cirmoli, pini, aceri, betulle, frassini, ecc. si estendono intorno a verdissimi prati destinati al foraggio ed a campi coltivati a grano, avena, orzo, mais e patate, immersi in un sublime silenzio.
    Come di norma vengono usati fertilizzanti, anticrittogamici, pesticidi e diserbanti, di ogni sorta. In questo momento sto contemplando il tramonto che arrossa le cime ed oscura le valli. Ma purtroppo non sento un cinguettio, né vedo svolazzare alcunché.
    Nessun stormo di rondini, neanche un pipistrello, men che meno falene testa di morto, farfalline,insetti, lucciole, grilli. Di giorno è totale l’assenza di api, vespe, calabroni, lucertole, rane ed orbettini, mentre invece il terreno è invaso da orde di limacce che si moltiplicano orribilmente, perché non hanno nemici naturali e distruggono i nostri orticelli familiari. A cosa dobbiamo questo degrado? La risposta è facile. Alla mano dell’uomo.
    E non si può nemmeno accennare alle colture OGM che eviterebbero tante conseguenze nefaste per l’ambiente, anche se per esempio il grano duro, dal quale deriva la pasta che mangiamo ogni giorno lo è, e non si deve sapere che è stato inventato una quarantina di anni fa, con l’irradiazione delle sementi di grano tenero. Essendo, come tutti, anch’io sottoposto alla martellante propaganda catastrofista ho tentato, entro i limiti dei miei mezzi dilettanteschi, di verificarne la veridicità, in quanto avevo effettivamente notato che le temperature minime invernali, beninteso in questa zona ristretta, erano passate dai meno 26°C del 1962 ai meno 15°C del 2008, con un notevole innalzamento.
    Ciò mi ha incuriosito, perciò, sia pure in modo amatoriale e con molta pazienza ho cominciato a registrare le più semplici ed accessibili misurazioni, ovvero le precipitazioni piovose e nevose, anno per anno, mese per mese, giorno per giorno, dal 1992 al 2008.
    Ho riassunto poi questi dati nell’allegato prospetto, nel quale indico la piovosità in litri/mq (1 mm.= 1 lt/mq) e la neve pure in litri/mq (1 mc= circa 200 Kg. = 200 litri/mq). Sommando questi due valori si ottiene la quantità di acqua totale che qui abbiamo ricevuto ogni anno.
    Naturalmente il periodo di rilevamento della neve è molto ridotto: 1992 – 2008, sono solo 16 anni e quello della pioggia ancor più, appena 5 anni, e perciò sono dati scientificamente poco accettabili, ma ci sono di certo fonti ufficiali che possono consentirne l’estensione nei lunghi periodi precedenti.
    Sottolineo che si tratta di una situazione riguardante una regione non molto vasta, inoltre protetta dalle catene alpine Tridentine, Noriche, Aurine, Pusteresi ecc., che la racchiudono in una specie di catino.
    Inizialmente ho collegato questi andamenti con le fasi lunari, ma senza risultati apprezzabili.
    Era però un fatto reale che le grandi nevicate degli anni 60 che bloccavano tutto il traffico, distruggevano le linee elettriche e telefoniche (in seguito sono state interrate) e creavano grossi problemi anche per il turismo, ora non ci sono più.
    A Natale 76, per esempio, tutta la Alta Pusteria rimase senza elettricità anche per 5 giorni, con i turisti al freddo, senza pasti caldi mentre i viveri si deterioravano irrimediabilmente nei frigoriferi spenti e le strade erano intransitabili.
    Quest’inverno ho però notata una inversione di tendenza, con 320 cm. di neve, che terrò sotto controllo nei prossimi anni, per accertare se si tratta solo di un fatto casuale eventualmente riconducibile alla saturazione della umidità relativa proveniente dall’evaporazione dei mari, accumulatasi nel recente periodo.
    I fortissimi temporali estivi, con notevoli grandinate e chicchi anche di 4 cm. di diametro sono praticamente scomparsi, forse perché i nembi non riescono più a superare le catene montuose che fanno da barriera verso occidente ed anche per il formarsi di potenti correnti calde ascensionali che si oppongono agli spostamenti delle nuvole.
    Ho avuta poi l’ispirazione, per altri motivi, di confrontare laboriosamente le temperature globali terrestri con i cicli solari undecennali. Da qualche decennio il numero delle macchie è in continua diminuzione. Ne consegue che l’irradiazione solare ha subìto un lieve incremento, che non disturba affatto il Sole, ma invia sulla Terra un piccolo aumento di energia, che per noi significa calore. Infatti, la curva delle temperature è in costante leggero aumento, i picchi tendono a livellarsi e quella delle precipitazioni ha un andamento analogo, come si può osservare dall’ulteriore grafico.
    Mi sembra logico dedurre che ogni fattore antropico, supponendo che esista, perda di rilevanza.
    Perciò mi permetto di ritenere che sono i cicli solari, dei quali quello degli 11 anni ha la maggior rilevanza, a determinare il clima della nostra pallina di fango. Così è stato negli ultimi eoni e così sarà in futuro.
    L’essere umano, pur con tutta la sua spocchia, anche se di danni riesce a farne molti, nulla può contro la potenza del sole. Ubi maior, minor cessat!
    Allora come dobbiamo considerare le affermazioni dei profeti di sventura e dei pari loro, che traggono indubbio personale vantaggio dalla credulità popolare o celano motivazioni inconfessabili?
    Avrei molto piacere se qualche esperto volesse prendere in esame queste mie considerazioni ed esprimesse il suo qualificato parere in merito.
    Parallelamente, vorrei accennare alla pervicace distruzione della foresta pluviale amazzonica, anche di centinaia di ettari al giorno, destinata a rendere disponibili aree coltivabili, magari per biocarburanti, a produrre legno per la carta dei giornali (quanta ne consuma quotidianamente il New York Times?) o mogano per gli inglesi e per i fabbricanti di lussuose barche.
    Pare che la superficie boschiva mondiale sia ora in aumento, ma non è certo quella naturale perché l’uomo rimbosca a suo piacere, per la sua utilità, mentre Madre Natura ha altri scopi, particolarmente l’assorbimento del CO2, ed il consolidamento del terreno, senza i quali le piante non potrebbero vivere. E noi pure.
    In cambio, noi in Italia, abbiamo un Appennino che da Roma in giù è brullo, smotta al minimo piovasco e Federico II non potrebbe più andare in Puglia a caccia di cervi.
    Eppure ci sarebbero tante persone, che noi dobbiamo mantenere in case molto sicure, che potrebbero venir adibite al rimboschimento, anche a vantaggio della loro salute e delle finanze dello Stato, cioè le nostre.

    Grazie per la pazienza e per le eventuali risposte.

    Vittorio



  • Allora come dobbiamo considerare le affermazioni dei profeti di sventura e dei pari loro, che traggono indubbio personale vantaggio dalla credulità popolare o celano motivazioni inconfessabili

    Buonasera e intanto benvenuto fra noi e grazie del suo bellissimo pensiero scritto. Avere ancora persone come Lei nel nostro povero paese è fonte di fiducia e speranza.
    La mia gioia e il mio piacere nel leggerla non sono affatto ridotti dal mio non essere d'accordo con quanto lei dice, anzi direi che ancor di più mi dà sollievo provare gioia nel leggere chi dice cose che non condivido, questa è merce rarissima nel nostro povero paese oggi.
    Non sono tra i giovani di questo forum, ho 50 primavere suonate e ne ho viste parecchie di cose sotto i nostri cieli, ma voglio solo dire una cosa su quanto Lei ci racconta con tanta ammirevole pacatezza e saggezza: il professor Hansen certo non trae vantaggi nè confessabili nè inconfessabili dalle sue ultraventennali teorie sulla origine antropica del cambiamento globale del clima, quindi il suo pensiero penso meriti molta appassionata attenzione da parte di chi poi come Lei ama la Terra così com'è ed è sempre stata.

    http://www.climatemonitor.it/?p=3138

    Volutamente posto un link ad un commento da parte di chi ad Hansen non vuole tanto bene, penso sia prova della buona fede di chi pensa che l'Uomo (mankind) abbia aumentato la temperatura media oltre che l'inquinamento del pianeta-
    Cordialissimi saluti



  • Un intervento talmente 'pieno' che non saprei da che parte rispondere!
    Sono davvero contento di leggere simili post in questo forum che, a mio avviso, sta crescendo nella direzione giusta.
    Punti di vista differenti, ma che danno contributi importantissimi e che alimentato dibattiti che trovo sani!
    Caro Vittorio, alcune descrizioni avevano del poetico e del malinconico, inoltre i riferimenti climatici della tua zona ci danno uno spaccato locale ma interessante del cambiamento in atto. Condivido le eleganti accuse di malgesitione del territorio, ma non del tutto la deriva politica che in certi punti si intravede nel testo.

    Grazie per il tuo contributo, spero ne inserirari degli altri!

    Tyler


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