Meteonotizie dal Mondo



  • @caravaggio90:

    grazie adoratore :)

    Bisogna pur saper ''conservaseli'' i clienti al bar…......! (senno' bevi da .....solo al banco!)



  • eh già….. ma non è colpa mia.... è una grande perdita



  • Lo spettacolo delle Nubi nottilucenti in Norvegia

    Queste splendide nubi nottilucenti sono state osservate la notte del 4 agosto sopra i cieli di Ørsta in Norvegia.

    Ma cos’ hanno di speciale questi nubi? E perchè sono così luminose di notte?

    Quelle in foto non sono le classiche nubi che si formano nella troposfera, ma sono nubi mesosferiche che si trovano nell’ atmosfera terrestre ad altezze comprese tra 50km e gli 87km nella mesosfera, in questo strato l’ atmosfera è molto rarefatta, eppure in presenza di nuclei di condensazione rilasciati da eruzioni vulcaniche o per l’ esplosione di meteore nell’ alta atmosfera si possono formare i cristalli di ghiaccio che compongono le nubi nottilucenti.

    Queste nubi sono molto rare da osservare; infatti si formano quasi esclusivamente alle alte latitudini in estate quando il sole si trova al di sotto dell’ orizzonte con angoli compresi tra 6°-16°.

    fonte:Nubi nottilucenti in Norvegia!



  • NOAA: allarme per lo sbiancamento dei coralli

    Lo sbiancamento dei coralli è un fenomeno che colpisce e distrugge le barriere coralline e i loro ecosistemi; in particolare distrugge la simbiosi tra i polipi del corallo e le alghe unicellulari fotosintetizzanti della famiglia delle Zooxanthellae.

    Il colore caratteristico di ogni specie di corallo è dato dall’alga che vive in simbiosi con il polipo del corallo ; quando sussiste un’alterazione dell’ecosistema (per un aumento di temperatura delle acque o per l’ inquinamento), i polipi del corallo espellono l’alga simbiotica, facendo assumere alla struttura calcarea una colorazione più pallida o lasciandola completamente bianca, da cui il nome del fenomeno.

    In questi giorni, gli scienziati NOAA hanno dichiarato che nei prossimi mesi si potrebbe verificare il terzo evento più intenso di sbiancamento dei coralli; la causa sarebbero le temperature molto elevate che si stanno registrano nel Pacifico e nell’ Atlantico tropicale che mette in serio pericolo i coralli di Porto Rico, delle Isole Vergini e dei Caraibi.

    I ricercatori del NOAA hanno dichiarato che questo evento di sbiancamento corallino è correlato al forte evento di El Nino nell’ Oceano Pacifico.
    A stupire gli scienziati è anche la durata di questo evento, che sta già portando una forte perdita di corallo a livello globale, secondo le previsioni questo fenomeno potrebbe durare almeno fino all’ estate prossima e un lungo sbiancamento porta spesso alla morte dei coralli.
    Nel 2016, secondo le previsioni, saranno minacciati anche i coralli del Pacifico e dell’ oceano Indiano.

    fonte:NOAA: allarme per lo sbiancamento dei coralli



  • L’ alluvione nella Carolina del sud vista dai satelliti!

    Le piogge record che hanno colpito la Carolina del sud ai primi di ottobre, hanno anche causato gravi inondazioni su diverse zone dello stato americano.

    Più di una dozzina di dighe non hanno retto alle piogge, interi quartieri sono stati sommersi, centinaia di strade diventate veri e propri fiumi e, purtroppo, più di una dozzina di persone sono state uccise.

    Le conseguenze delle piogge si sono fatte sentire anche una volta cessate le precipitazioni; infatti dopo oltre una settimana, le zone costiere sono state colpite da una seconda alluvione causata dello straripamento dalle piene dei fiumi che riportavano l’ acqua verso l’ oceano Atlantico.
    Secondo i meteorologi che hanno monitorato le piogge, questo evento ha un tempo di ricorrenza di 1000 anni.

    L’8 ottobre 2015, il sensore Advanced Terra Imager (ALI) sul satellite Earth Observing-1 (EO-1) della NASA ha scattato l’ immagine qui sotto dove possiamo vedere diverse zone letteralmente sott’ acqua.
    Nella seconda immagine potete vedere il confronto con il 2014.

    fonte:L' alluvione nella Carolina del sud vista dai satelliti!



  • Le ultime analisi del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e della NASA confermano che El Niño si sta rafforzando e l’ andamento è molto simile all’ evento storico che si è verificato nel 1997-98.

    Le osservazioni di altezza e delle temperature della superficie del mare,ci mostrano che le acque superficiali si sono raffreddate nel Pacifico tropicale occidentale, invece si è scaldato significativamente l’ oceano Pacifico tropicale orientale.

    Secondo quanto dichiarato dei ricercatori della NASA, nei prossimi mesi sarà difficile che il Nino fallisca; infatti il calore contenuto nell’ oceano è uguale o anche superiore rispetto al 1997.
    Questo intenso evento di “El nino” potrebbe avere conseguenze anche sul prossimo inverno americano tanto che la NASA si attende un inverno tutt’ altro che normale, anche se nell’ ultimo decennio la maggior parte delle stagioni sono risultate particolarmente anomali.

    Le mappe qui sotto mostrano un confronto delle altezze della superficie del mare tra l’ ottobre nel 1997 e il 2015. Le misurazioni vengono da altimetri posti su satelliti.

    Le sfumature di rosso indicano dove il mare è più alto (in decine di millimetri) rispetto al normale livello del mare, questo innalzamento avviene perché l’acqua più calda si espande a riempire più volume (dilatazione termica).
    Invece le sfumature di blu indicano le zone dove si è registrato un abbassamento del livello dell’ oceano e quindi temperature più freddo della norma.

    Secondo le osservazione della NASA gli alisei si stanno nuovamente indebolendo e questo porterà ad una nuova intensificazione del Nino; infatti un indebolimento degli alisei permette alle acque calde del Pacifico centro-occidentale di poter essere spinte verso le Americhe. Il contrario avviene con la Nina.

    fonte:Ultimi aggiornamenti della NASA su "El Nino" | Meteo4You



  • I cittadini, della solitamente arida, Penisola Arabica si stanno preparando per affrontare le piogge e i fortissimi venti che saranno portati dal raro ciclone Chapala che colpirà le coste dello Yemen i primi giorni di novembre.
    Dal 1979 solo due cicloni tropicali hanno colpito la penisola e Chapala rischia di essere il più forte di sempre.
    L’ immagine qui sotto è stata ripresa dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) sul satellite Aqua della NASA quando Chapala si trovava nel Mar Arabico il 30 ottobre 2015.
    AL momento dello scatto il ciclone aveva venti che soffiavano ad oltre 240km/h e generava onde superiori agli 11m!

    Chapala è diventata una depressione tropicale lo scorso 28 ottobre e si è intensificata molto rapidamente con venti che sono passati dai 105km/h ai 250km/h in un solo giorno.
    Secondo il meteorologo Eric Holthaus la tempesta è stata alimentata dalle acque molto calde del Mar Arabico che quest’ anno hanno fatto registrare nuovi record di temperatura.

    Le previsioni indicano che Chapala sta per raggiungere l’ intensità massima in queste ore, in seguito dovrebbe indebolirsi muovendosi verso nord incontrando l’aria estremamente secca della penisola arabica.
    Chapala potrebbe raggiungere lo Yemen come uragano di categoria 1 e secondo i meteorologi dell’ agenzia meteo inglese il ciclone potrebbe portare oltre 500mm di pioggia, ovvero le piogge che in media cadono in 5 anni.

    fonte:Il ciclone Chapala minaccia la penisola Arabica! | Meteo4You



  • Anche questo fuori stagione e insolitamente in un mare ….non suo.



  • dati incredibile sulle piogge che si sono verificate nella Sicilia e in Calabria

    Calabria

    Chiaravalle Centrale (CZ): 290mm (365mm ieri)= 655mm
    Croceferrata Cassari (VV): 255mm (258mm ieri)= 513mm
    Canolo Nuovo (RC): 245mm (219mm ieri)= 464mm
    Mongiana (VV): 190mm (254mm ieri)= 444mm
    Platì (RC): 265mm (175mm ieri)= 440mm
    Sant’Agata del Bianco (RC): 310mm (109mm ieri)= 419mm
    Ardore Superiore (RC): 275mm (143mm ieri)= 418mm
    Fabrizia (VV): 175mm (234mm ieri)= 409mm
    Serra San Bruno (VV): 143mm (250mm ieri)= 393mm
    Cittanova (RC): 200mm (184mm ieri)= 384mm
    Roccaforte del Greco (RC): 240mm (137mm ieri)= 377mm
    Palermiti (CZ): 124mm (235mm ieri)= 359mm
    Molochio (RC): 160mm (178mm ieri)= 338mm
    San Luca (RC): 215mm (115mm ieri)= 330mm
    Sinopoli (RC): 160mm (149mm ieri)= 309mm
    Bovalino Marina (RC): 225mm (71mm ieri)= 296mm
    Monterosso Calabro (VV): 67mm (202mm ieri)= 269mm
    Taurianuova (RC): 130mm (122mm ieri)= 252mm
    Petronà (CZ): 60mm (176mm ieri)= 236mm

    Sicilia

    Etna Nord – Monte Conca (CT): 272mm (195mm ieri)= 467mm
    Messina Ganzirri (ME): 112mm
    Torre Faro (ME): 107mm
    Giampilieri Superiore (ME): 101mm
    Catenanuova (EN): 92mm
    Catania Istituto D’agraria (CT): 86mm
    Linguaglossa (CT): 86mm
    Calatabiano (CT): 85mm
    Belpasso (CT): 80mm

    sicuramente di fronte di questi dati possiamo diverse concause: la goccia fredda presenta in quota, la posizione della depressione che richiamava venti da Sud-est con effetto stau indotto dalla catena dell' Aspromonte, lo stazionare della bassa pressione per diverse ore nella stessa zona e il mar ionico ancora molto caldo che ha permesso lo sviluppo di temporali marini con livelli CAPE molto elevati su 1500

    http://meteo4you.altervista.org/calabria-flagellata-dal-maltempo-analisi-dati-e-foto/



  • Una buona notizia per i ghiacciai terrestri dell' Antartide

    La NASA conferma: i Ghiacci dell’ Antartide sono in aumento!

    In un nuovo studio la NASA ha confermato che, nonostante il riscaldamento globale, l’ Antartide sta ancora accumulando neve e ghiaccio, questo accumulo è iniziato ben 10000 anni fa alla fine dell’ ultima era glaciale; infatti, anche se può sembrare un paradosso, l’ aria più calda trasporta anche maggior umidità aumentando la nevosità in Antartide.

    Le conclusioni di questa ricerca sono in contrasto con quelle di altri studi, in modo particolare sono opposte a quelle presenti nel report dell’ IPCC sui cambiamenti climatici del 2013 in cui si afferma che l’ Antartide sta perdendo ghiaccio.

    Secondo questi nuovi dati satellitari la calotta antartica ha mostrato un guadagno netto di 112 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno dal 1992 al 2001. L’ aumento è stato leggermente inferiore dal 2003 al 2008 (+82 miliardi di tonnellate).

    Jay Zwally, glaciologo della NASA e autore della ricerca pubblicata sul Journal of Glaciology ha dichiarato: “Siamo sostanzialmente in accordo con altri studi che mostrano un aumento dei ghiacciai nella Penisola Antartica e nella regione Thwaites e Pine Island di Antartide occidentale ; invece i nostri dati sono opposti per l’ Antartide orientale dove noi abbiamo osservato un aumento dei ghiacciai.”

    Gli scienziati per calcolare l’ aumento o la diminuzione dello spessore dei ghiacciai hanno utilizzato degli altimetri posti su satelliti che per anni hanno misurato le variazioni dello spessore dei ghiacci.

    Un altro aspetto importante della ricerca è che l’ Antartide, almeno per il momento, non sembra contribuire all’ aumento del livello del mare. Invece nel report dell’ IPCC lo scioglimento dei ghiacci antartici contribuiva all’ aumento del mare per 0,27mm/anno (su un innalzamento totale di 3,22mm/anno).

    Lo studio ha anche messo in luce le difficoltà di misurare le piccole variazioni di spessore nell’ Antartide orientale, per questo grazie alle nuove innovazioni tecnologiche sul nuovo satellite ICESat-2, il cui lancio è previsto per il 2018, sarà installato un altimetro in grado di misurare le variazione dello spessore dei ghiacciai antartici anche di pochi millimetri.

    fonte:http://meteo4you.altervista.org/la-nasa-conferma-i-ghiacci-dell-antartide-sono-in-aumento/



  • Fiorisce il deserto di Atakama!

    Il deserto di Atacama in Cile, è celebre per essere il luogo più arido della Terra, ad esempio la città Arica, nel nord di Atacama, detiene il record mondiale per il più lungo periodo senza pioggia (173 mesi senza una goccia di pioggia) e la città Antofagasta, a sud di Arica, ha una media annuale di precipitazioni di soli 0,18mm.

    Ma negli anni in cui si verifica un evento molto forte di “El Nino” si ha un notevole aumento delle piogge. Nello scorso mese di marzo forti temporali hanno portato 25mm di piogge su una vasta zona del deserto di Atakama, ovvero in un solo giorno è caduta la pioggia che dovrebbe cadere in 14 anni!
    Purtroppo questo evento non è stato senza conseguenze; infatti il fiume Copiapo, solitamente arido, è straripato e l’ alluvione ha causato 9 vittime.

    Ovviamente queste piogge abbondanti hanno avuto anche molti effetti positivi per la popolazione locale e soprattutto per la vegetazione; infatti le piogge hanno permesso una crescita rigogliosa di molte specie tra cui i fiori di malva che hanno ricoperto diverse zone del deserto.
    Questa fioritura dei fiori di malva avviene ogni 5-7 anni in coincidenza degli eventi di Nino strong, quella del 2015 è risultata la più spettacolare almeno degli ultimi 18 anni

    Qui sotto trovate tutte le splendide immagine del deserto fiorito.



  • Ultimi aggiornamenti sull’ uragano Kate nell’ Atlantico

    La stagione 2015 degli uragani atlantici si sta avviando verso la sua conclusione (ufficialmente terminerà il 30 novembre) e come da previsioni è stata un' annata relativamente tranquilla con 11 tempeste tropicale di cui 4 hanno poi raggiunto la categoria di uragano (Danny,Fred, Joaquin e Kate) e solo 2 di questi sono diventi uragani major: Danny (cat.3) e Joaquin (cat.4).

    Negli ultimi giorni, dopo alcune settimane decisamente tranquille, senza la formazione di nessuna depressione tropicale, da un' onda tropicale in spostamento dall' Africa verso l' Atlantico tropicale si è sviluppata la depressione tropicale 12 che nelle prime ore del 9 novembre si è intensificata ed è stata classificata come tempesta tropicale Kate.

    Nelle ultime ore, le condizioni ambientali sono state favorevoli ad ulteriore intensificazione di Kate che ora è classificato come uragano di cat1 della scala Saffir-Simpson con venti massimi intorno ai 120km/h.

    Secondo le previsioni del National Hurricane Center,l' uragano Kate nelle prossime ore si muoverà parallelamente a largo delle coste degli USA orientali, in seguito dovrebbe interagire con una zona baroclina e **gradualmente perderà le caratteristiche tropicali diventando un forte ciclone extratropicale.

    Dopo questo passaggio a ciclone extratropicale, è probabile che i resti di Kate raggiungano l' Europa e in particolare il Regno Unito

    fonte Ultimi aggiornamenti sull' uragano Kate nell' Atlantico | Meteo4You**



  • thread molto interessante :mrgreen:
    vedo che dopo il mortuorio che c'è stato poco tempo fa qualcuno inizia a scrivere!



  • @holoux93:

    thread molto interessante :mrgreen:
    vedo che dopo il mortuorio che c'è stato poco tempo fa qualcuno inizia a scrivere!

    grazie….. :)



  • Gli incendi possono inibire le piogge in Africa?

    Nell’ Africa tropicale è ormai abitudine, da anni, appiccare incendi per distruggere le foreste locali ed aver nuovi campi coltivabili o per il pascolo del bestiame, ma secondo una nuova ricerca degli scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA, questi incendi potrebbero aver ridotto le precipitazioni durante la stagione secca che va da dicembre a febbraio.

    Gli scienziati hanno osservato come il particolato e il fumo emesso dagli incendi possano alterare la formazione dei cumuli che portano a piogge e rovesci pomeridiani per poi dissolversi nelle ore serali nelle zone di studio.
    Per questa ricerca sono stati utilizzati dati presi da stazioni meteorologiche a terra. simulazioni modellistiche e le osservazioni di tre satelliti.

    Il primo passo del team di ricercatori guidato da Michael Tosca è stato quello di trovare immagini dal sensore MISR del satellite Terra, dove si osservavano incendi attivi nell’ Africa occidentale; il secondo step è stato quello di classificare e selezione i giorni in base alle condizioni meteorologiche al suolo.
    Infine con il sensore modis sul satellite Aqua è stata osservata la nuvolosità che si sviluppava nelle ore pomeridiane nei giorni con in incendi e in quelli senza.

    I risultati della ricerca sono sorprendenti; infatti nei giorni dove erano attivi più incendi è stata osservata una forte diminuzione della nuvolosità pomeridiana.
    Nell’ immagine a fondo articolo si può osservare la differenza di nuvolosità in un giorno con incendi e in un giorno senza.

    Ma perchè avviene questo? Che ruolo hanno gli incendi?

    Tosca attribuisce la ridotta nuvolosità ad un effetto semi-diretto degli aerosol sulle nubi basse; infatti queste piccole particelle, per lo più composte da carbone, assorbono una maggior quantità di radiazione terrestre e riscaldano l’ atmosfera facendo diminuire l’ umidità dell’ aria impedendo lo sviluppo di cumuli pomeridiani.

    fonte:Gli incendi possono inibire le piogge in Africa? | Meteo4You



  • Riporto qui un altro mio articolo su una nuova ricerca della NASA in cui è stata trovata una nuova conferma del rallentamento della circolazione profonda dell' Atlantico…

    Un team di scienziati della NASA ha sviluppato un nuovo modo di utilizzare le misurazioni satellitari per monitorare i cambiamenti nelle correnti dell’Oceano Atlantico, che sono uno dei principali fattori dei cambiamenti climatici per l’ Europa e l’ emisfero nord in generale.

    La scoperta permetterà un monitoraggio mogliore delle correnti oceaniche e una maggior comprensione dei loro effetti sul clima.

    La circolazione dell’ oceano Atlantico è molto complessa proviamo a riassumerla brevemente anche grazie all’ immagine qui sotto:

    Possiamo osservare come la corrente del Golfo, che è una corrente superficiale, trasporti acqua calda e calore verso le latitudini superiori, qui pur biforcandosi in alcuni punti continua sul viaggio verso nord fino alla Scandinavia prendendo il nome di corrente del Nord Atlantico.

    Nei pressi del circolo polare artico l’ acqua fredda tende ad inabissarsi e in profondità abbiamo correnti fredde che viaggiano verso sud.

    Ovviamente questo ciclo, che prende il nome di AMOC, trasporta una gran quantità di calore verso le alte latitudine e mitiga il clima non solo dell’ Europa occidentale, ma di tutto l’ emisfero nord.

    Gli scienziati da diversi anni ipotizzano che l’ acqua dolce proveniente dallo scioglimento dei ghiacci artici possa alterare la densità dell’ acqua e rallentare le correnti dell’ AMOC.
    Queste ipotesi hanno trovato conferme sperimentali grazie ai dati provenienti dalle boe presenti in Atlantico come ne ho già parlato qui…

    Raffreddamento oceano Atlantico: cause e conseguenze

    Ora la NASA, sfruttando il satellite GRACE, che permette di misurare piccole varazioni del campo gravitazionale terrestre dovuto al moto delle acque, sta fornendo un set di dati mensili sulle varazioni dell’ intensità delle correnti profonde dell’ oceano Atlantico.

    I primi risultati sono rappresentati dall’ immagine qui sotto.

    In blu abbiamo la zona dove si è registrata un aumento dell’ intensità delle correnti profonde dell’ Atlantico (North Atlantic Deep Water (LNADW)); invece in rosso dove si è osservato un rallentamento.

    Questi primi risultati confermano i dati delle boe del progetto RAPID con un evidente rallentamento delle correnti oceaniche profonde.

    Alessandro

    fonte:Rallentamento della circolazione profonda dell' Atlantico



  • quindi cosa comporta ciò? Inverni rigidi?



  • @adoratoredelfreddo:

    quindi cosa comporta ciò? Inverni rigidi?

    a lungo andare potrebbe portare ad un raffreddamento modesto per la zona dell' Inghilterra e Nord Europa e un generale leggero raffreddamento delle altre zone d' Europa , anche se poi bisogna valutare il trend del riscaldamento globale potrebbe e dovrebbe essere più intenso del raffreddamento indotto dal calo dell' intensità della circolazione termoalina dell' Atlantico.

    Al momento quelle anomalie sono, a mio avviso, un fattore negativo per questo inverno perchè le anomalie delle temperature superficiali tendono a far ruotare le corrente a getto in senso orario nelle aree SSTA + e in senso antiorario nelle aree SSTA-

    già agli inizi di novembre non ero fiducioso per questo inizio di inverno e i fatti mi stanno dando ragione..

    questo era uno schizzo veloce fatto l' 11 novembre analizzando solo SSTA..

    e purtroppo la circolazione atmosferica è allineata con quelle anomalie oceaniche anche grazie ad un approfondimento del vortice polare su tutta la colonna con l' indice NAM +2,3

    ora la seconda parte dell' inverno dipenderà parecchio da quello che succederà in stratosfera… ;)



  • Si sbloccherà tardi se si sblocca con il NINO c'è poco da fare.



  • Si ma non dimentichiamoci che novembre ha comunque avuto vari tentativi invernali per la latitanza del vortice polare in Groenlandia e Canada per un quadro da dipolo artico negativo. Purtroppo riuscito solo quello di fine mese. La componente africana si sta vedendo di più in questo dicembre per un parziale ritorno delle vorticita in quota sul lato canadese. Secondo me vedremo qualcosa di veramente fichissimo da gennaio,non saprei dire quando di preciso…


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